Coronavirus Covid-19: Colombia, primi due decessi. 23 morti in rivolta nel carcere di La Modelo

Prime due vittime legate al coronavirus in Colombia, dove il numero dei contagi nel fine settimana ha superato i 250 e dove l’intero Paese, da venerdì scorso, è in “quarantena”, con l’interruzione dei voli nazionali (fondamentali per le comunicazioni a causa della configurazione territoriale del Paese).
Una rivolta in una prigione colombiana nella capitale Bogotà, esplosa sabato sera, ha provocato 23 morti e 83 feriti tra i detenuti, oltre a 7 feriti (tra cui due gravemente) tra le guardie carcerarie. I detenuti hanno iniziato la protesta, poi degenerata, a causa delle condizioni sanitarie in carcere a fronte della pandemia mondiale di coronavirus. “In generale, la popolazione sta rispondendo in modo ordinato alle restrizioni imposte dalle autorità – dice al Sir dalla capitale colombiana Dimitri Endrizzi, docente di Scienze Politiche all’Università Cattolica –. C’è però grande preoccupazione per i tanti lavoratori informali, per coloro che non hanno un tetto e un’occupazione stabile. Per il resto, il Paese è quasi fermo, a parte i principali trasporti e le produzioni strategiche. Probabilmente, quello che continua a funzionare è il narcotraffico”.
Nel frattempo, ieri nel Paese le messe si sono svolte senza fedeli e sono state in molti casi trasmesse in streaming. “È il momento di superare l’indifferenza, preoccupiamoci di prenderci cura l’uno dell’altro”, ha esortato durante l’omelia il cardinale Rubén Salazar Gómez, arcivescovo di Bogotá.

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