Querida Amazonia: Luciani (teologo), “immensa sfida per la Chiesa dell’America Latina nella nuova centralità delle Chiese locali”

“Il Sinodo per l’Amazzonia deve essere letto nella chiave dell’evento. Non possiamo leggere la nuova esortazione apostolica come un testo isolato senza alcuna relazione con l’intero processo pre-sinodale, l’evento vissuto a Roma durante la fase della sua celebrazione e l’inizio del percorso post-sinodale che viene intrapreso da oggi”. Ne è convinto il teologo venezuelano Rafael Luciani, esperto del Celam e in questo ruolo presente anche al Sinodo, dopo la pubblicazione dell’esortazione. “In questa fase – secondo Luciani – avrà un ruolo fondamentale l’America Latina, si tratta di una ‘immensa sfida’ per misurare la capacità della nostra Chiesa regionale di rispondere alla chiamata a ‘a traboccare oltre il Sinodo’ fatta dal Papa durante l’assemblea e quindi invitandola ad andare avanti e decidere su questioni ecclesiologiche e ministeriali che l’Esortazione non ha spiegato, data la sua natura strettamente pastorale”. Ciò, secondo il teologo, risponde alla visione di Francesco sulla centralità del ruolo delle Chiese locali, superando così la precedente ecclesiologia che ha dato il primato alla Chiesa universale, sostanzialmente intesa come Curia che ha il controllo sulle Chiese locali. Quindi, appare chiaro il chiaro recupero di un’ecclesiologia delle Chiese locali, da cui deve essere letto tutto questo processo sinodale”.

A partire da qui si può interpretare il rapporto tra il Documento sinodale e l’Esortazione. Il Papa con l’Esortazione “non sostituisce il documento” e invita a “leggerlo e ad applicarlo”, introducendo un’inedita dialettica tra i due testi. Secondo Luciani, “è tempo di una nuova ‘parresia’ per la Chiesa in America Latina. Al numero 97, l’Esortazione ci invita a creare quello che potrebbe essere un organo ecclesiale regionale ‘tra le Chiese locali dei paesi sudamericani’. Questa nuova struttura, che verrà proposta dall’America Latina, attraverso il Celam, sarà la chiave per ‘l’attuazione dei nuovi ministeri’ e i ‘riti propri’ che verranno pensati in modo creativo. La Chiesa dell’America Latina, come una volta a Medellín (1968) e ad Aparecida (2007), avrà la sfida di avanzare in ciò che è stato approvato nel Sinodo per l’Amazzonia alla luce di quella nuova ermeneutica creativa tra il Documento finale del Sinodo e l’Esortazione apostolica”. Perciò, – ne è convinto il teologo – siamo di fronte a una nuova ora della Chiesa in America Latina. Nulla è stato ‘chiuso’, come molti credono, invece ‘la strada continua’ (QA 2-4) ma ora è situato, questa la grande novità, sotto la responsabilità e la capacità di ‘parresia’ delle Chiese locali”.

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