Abusi: consegna diplomi alla Gregoriana a 25 studenti di 19 Paesi del mondo. P. Zollner, “pronti a cambiare ciò che deve essere cambiato”

Per il quinto anno consecutivo il “Center for Child Protection” istituito presso la Pontificia Università Gregoriana ha consegnato oggi i diplomi di laurea a 25 studenti. Provenienti da 19 paesi del mondo, gli studenti hanno concluso un programma di diploma di un semestre che, dal 2016, si tiene ogni anno presso la Pontificia Università Gregoriana al fine di educare esperti nella prevenzione dell’abuso sessuale di minori. Coordinato da Suor Karolin Kuhn, Katharina A. Fuchs e Padre Antonio Carrón de la Torre, il corso di diploma comprende lezioni interdisciplinari che si concentrano su diversi argomenti relativi alla tutela di bambini e adolescenti. “I laureati del nostro corso di diploma – spiega padre Hans Zollner, presidente del “Center for Child Protection” – sono pronti a esplorare e trovare soluzioni in aree in cui le misure di salvaguardia devono ancora essere sviluppate. Sono pronti ad attuare queste misure nei loro contesti di origine, cosa che noi, come estranei, non possiamo fare. Tornano a casa pronti a cercare ciò che deve essere cambiato, perché conoscono molto bene i loro paesi, le loro diocesi e le loro culture”. La cerimonia di laurea è stata preceduta da una relazione di Myriam Wijlens, membro della Pontificia Commissione per la protezione dei minori e professore di Diritto Canonico presso la Facoltà di Teologia cattolica dell’Università di Erfurt (Germania). A nome dei vescovi e dei superiori maggiori, ha condotto numerose indagini penali canoniche preliminari sentendo vittime e accusati. Prima della cerimonia, i 25 laureati hanno raccontato alcune delle esperienze maturate in questi mesi di corso. C’è chi ha capito che: “Ognuno è responsabile della protezione dei minori e degli adulti vulnerabili”. Chi invece sottolinea: “Essere un tutore significa riflettere sul presente, aumentare la consapevolezza e contribuire a un cambiamento di cultura, a cominciare da noi stessi”.

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