Sahel: Azione contro la fame, “è di nuovo emergenza, 24 milioni di persone hanno bisogno di assistenza”

È di nuovo emergenza, in Sahel, il vasto territorio situato nell’Africa sub-sahariana: dopo la cosiddetta “stagione della fame” si rischiano ancora alti livelli di insicurezza alimentare. L’allarme è stato lanciato oggi da Azione contro la fame, chiedendo alla comunità internazionale “di non abbassare la guardia sulla regione”. “Tra siccità, desertificazione, conflitti e, ora, Covid-19 temiamo non solo un collasso delle strutture sanitarie ma anche conseguenze nefaste sui già allarmanti livelli di malnutrizione”, ha dichiarato Simone Garroni, direttore generale di Azione contro la fame. In questa fascia di terra lunga oltre cinquemila chilometri la siccità ha già messo a dura prova le sorti di popolazioni che dipendono, per lo più, dall’agricoltura e dall’allevamento. Le riserve alimentari, così, non sono mai sufficienti a soddisfare i bisogni e l’inevitabile contrazione dell’offerta genera un significativo aumento dei prezzi. La mancanza di pascoli adeguati rende, inoltre, difficile la sopravvivenza del bestiame. Il Covid-19 ha peggiorato la crisi umanitaria e alimentare: i sistemi sanitari rischiano di essere ulteriormente “sotto scacco” (0,5 medici ogni 1.000 abitanti nella regione). Secondo Ocha, l’agenzia Onu per gli affari umanitari, sono circa 24 milioni le persone (metà delle quali bambini) che hanno bisogno di assistenza, il numero più alto mai registrato. Più di 4,5 milioni sono, inoltre, sfollati interni e rifugiati nel Sahel (un milione in più rispetto al 2019). Più di 12 milioni di persone stanno già affrontando una grave mancanza di cibo e quasi 10 milioni di bambini rischiano la malnutrizione acuta.

 

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