Ragazzi fuori famiglia: Care leavers network Italia, “per 8 giovani su 10 l’affido o la comunità sono stati un’ancora di salvezza”

“Come reputano l’esperienza di affido e accoglienza in comunità e casa-famiglia i ragazzi che hanno vissuto questa esperienza e raggiunto la maggiore età? Per 8 ragazzi su 10 è stata un’ancora di salvezza da situazioni altrimenti senza uscita e l’occasione per costruire legami importanti (87%)”. È quanto emerge dalla ricerca presentata da Valerio Belotti (Università di Padova) e Diletta Mauri (Università di Trento) che ha coinvolto 373 care leaver: una fotografia che mostra come per questi giovani i percorsi in comunità residenziale e in affido siano stati decisivi nell’offrire nuove opportunità di vita (94%). La ricerca è stata illustrata oggi a Roma, presso la Nuova Aula dei Gruppi parlamentari alla Camera dei deputati, in occasione della seconda Conferenza nazionale del “Care leavers network Italia”.
Attraverso il progetto “Care leavers network Italia”, l’associazione Agevolando – in collaborazione con Cnca e grazie al contributo del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali – si è proposta di costituire e consolidare un network nazionale di ragazze e ragazzi tra i 15 e 25 anni che vivono o hanno vissuto parte della loro vita “fuori famiglia” (in comunità di accoglienza, casa famiglia, affido). Quasi 200 i care leaver coinvolti nel progetto. Oggi, alla presenza del presidente della Camera, Roberto Fico, è stato fatto il punto sui percorsi di accoglienza di chi cresce fuori dalla famiglia di origine e sulla transizione all’autonomia raggiunti i 18 anni d’età. Un nuovo impegno concreto in ambito legislativo che riguarda questi giovani è l’emendamento dell’onorevole Emanuela Rossini, per una misura che vada a integrare e prolungare il Fondo per i ragazzi care leaver, ad oggi rivolto alla fascia d’età 18-21 anni, fino a 25 anni.
“Nel 2014 è iniziato il viaggio del Care leavers network. Da quella data tante cose sono cambiate. Grazie anche alla spinta di Agevolando e della rete il nostro Paese ha dato vita per la prima volta a un Fondo sperimentale di 15 milioni di euro dedicati proprio ai care leaver”, ricorda Federico Zullo, presidente di Agevolando. “Un risultato storico che conferma la nostra idea: rendere pratica consolidata l’ascolto del punto di vista dei giovani ‘fuori famiglia’ e promuovere la loro partecipazione attiva è la strada maestra per migliorare il sistema di accoglienza e la fase di transizione all’autonomia. Un passo dopo l’altro in questo viaggio affascinante che, nonostante le difficoltà e i venti contrari, desidera costruire il cambiamento attraverso la cultura della partecipazione”, aggiunge Zullo.

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