Discepoli dell’Annunciazione: mons. Nerbini (Prato), “grande dolore” per avvisi di garanzia. “Procedimento penale canonico avviato prima di azione Procura”

“Piena fiducia nella Magistratura”: la esprime il vescovo di Prato, mons. Giovanni Nerbini, di fronte alla diffusione della notizia di avvisi di garanzia che la Procura di Prato ha inviato ad alcuni membri – attuali e passati, sacerdoti e non – dell’ex Associazione pubblica di fedeli “Discepoli dell’Annunciazione”, continuando a offrire agli inquirenti “la fattiva collaborazione della diocesi”. Le ipotesi di reato sono “gravissime”, si legge in una nota della diocesi, e “addolorano l’intera comunità diocesana pratese”. “Non nascondo il mio dolore e la mia viva preoccupazione e vorrei sperare che gli addebiti mossi non risultino veri, ma voglio chiaramente dire – afferma mons. Nerbini – che il primo interesse che la Chiesa di Prato ha è quello della ricerca della verità. Per questo auspico che la Magistratura, nell’interesse di tutti, possa portare quanto prima a termine le indagini”. La vicenda aveva avuto inizio nel giugno dello scorso anno quando all’allora vescovo di Prato Franco Agostinelli era stata presentata una denuncia da parte di un giovane il quale raccontava che diversi anni prima – quando era minorenne – aveva subìto abusi sessuali e psicologici all’interno della comunità in questione. Della notizia il vescovo aveva dato immediatamente comunicazione alla Congregazione per la Dottrina della Fede, la quale nel settembre scorso aveva disposto la celebrazione di un processo amministrativo penale.
Il vescovo attuale aveva così immediatamente provveduto all’apertura di tale procedimento – tuttora in corso – secondo le norme del diritto canonico. Senza attenderne le conclusioni, mons. Nerbini si era recato lo scorso dicembre, di propria spontanea iniziativa presso la Procura della Repubblica di Prato. Fin da subito il vescovo aveva accolto e ascoltato il denunciante.
Poche settimane fa la diocesi aveva dato notizia della soppressione, voluta dalla Santa Sede, dell’associazione di fedeli “Discepoli dell’Annunciazione”: questo provvedimento, assunto dalla Congregazione vaticana per la vita religiosa prima e indipendentemente dell’avvio del procedimento penale canonico e delle indagini da parte della Procura pratese, è basato – come già reso noto – su gravi mancanze riguardanti il carisma e lo svolgimento della vita religiosa all’interno della comunità, oltre che dal venir meno degli aderenti.

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