Onu: mons. Caccia (nunzio), “forum globale dove si possano affrontare i problemi con una visione globale”

(da New York) “Il mondo oggi ha più che mai bisogno dell’Onu, anche se è da riformare e da migliorare. Serve un forum globale dove si possano affrontare problemi e situazioni con una visione globale”. L’arcivescovo Gabriele Giordano Caccia, nuovo nunzio della Santa Sede alle Nazioni Unite, ha esordito con queste parole durante la messa di apertura ufficiale del suo mandato, celebrata ieri sera nella parrocchia della Santa Famiglia a New York. Con la consegna della lettera di nomina al segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, mons. Caccia è diventato il settimo osservatore permanente della Santa Sede presso il Palazzo di Vetro. “Il nostro compito dentro le Nazioni Unite è quello di promuovere la pace e la fraternità e cercare di dare il nostro contributo per il bene del mondo”, ha continuato Caccia, ricordando che il 2020 sarà un anno speciale per le Nazioni Unite poiché ricorre l’anniversario della fondazione e occorrerà tornare “ai principi fondatori, quelli che i nostri predecessori impararono dalla guerra e gli fecero dire: ‘Mai più’”. Il nunzio ha precisato che il compito di mettere insieme popoli e nazioni resta un impegno prioritario e invita i presenti, gran parte membri delle varie agenzie Onu e delle diverse ong a lavorare per “implementare l’agenda dell’Onu e soprattutto per dare voce a chi non ha voce”. Mons. Caccia per la celebrazione ha chiesto di usare il calice che san Paolo VI aveva regalato alla parrocchia durante la storica visita all’Onu il 4 ottobre del 1965. “Lui era stato arcivescovo a Milano e io sono originario di Milano”, ha ricordato, sottolineando che anche i simboli richiamano la connessione e la comunione con i santi, con Dio a cui va affidato questo nuovo inizio. Mons. Caccia ha servito la Santa Sede in Tanzania, Libano e Filippine.

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