Giorno della Memoria: don Palamides (com. Riconciliazione), “il giusto non è un superman ma colui che al parlare bene preferisce l’agire buono”

“Il giusto non è un superman. È colui che al parlare bene preferisce l’agire buono. È un uomo semplice, come lo fu Mario Gentili, che al di fuori di ogni sovrastruttura, si mette a fare il bene possibile, quel ‘buono-bello’, che è il termine con cui Dio vede le cose delle Creazione, in quella piccola area dove ciascuno di noi si muove per rendere presente l’amore di Dio che trasforma un luogo infernale in un ambiente divino”. Lo ha detto don Andrea Palamides, della comunità della Riconciliazione, durante l’incontro “Un ricordo di Mario Gentili, Giusto fra le Nazioni”, svoltosi questa sera a Roma per iniziativa dell’Associazione cattolici Amici di Israele, in collaborazione con l’Ambasciata di Israele presso la Santa Sede e la Fondazione Museo della Shoah, in occasione della Giornata della Memoria. In un tempo di risorgente antisemitismo, razzismo, di sopraffazioni e soprusi verso i più vulnerabili nelle società, “quella del giusto è una figura che va controcorrente – rimarca il sacerdote -. Ci sono azioni che possono sembrare piccole in apparenza ma che cominciano a creare un cambio di mentalità. Un primo passo è metterci la faccia, esprimere con chiarezza e senza aggressività la propria idea di giustizia davanti a persone o gruppi che avanzano idee razziste e antisemite. Un altro passo è fermarsi a parlare con chi è nel bisogno, cambiare modo di parlare ai nostri figli incentivandone la partecipazione e l’impegno civico anche in parrocchia. Da cristiano aggiungo mettere la preghiera al centro di tutto perché è dalla preghiera che scaturisce il buono”. “Il giusto – ha affermato don Palamides – è colui che sceglie di andare oltre i propri confini. È una scelta che non viene per istinto. Scegliere non la bella vita ma la vita bella, come dice Papa Francesco, nella quale coinvolgere gli altri che sono persone da trattare con il ‘fare buono’. Non dimentichiamo – ha concluso il sacerdote – che oggi ci sono tantissimi campi di sterminio disseminati nel mondo, campi dove si muore di fame, campi che non hanno fili spinati, ci sono immense nazioni tenute in questo stato. Se oggi non ci sentiamo interpellati da questi fatti è inutile celebrare la Giornata della Memoria”.

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