Perù: elezioni parlamentari. Ardito Vega (giurista) al Sir, “incredibile che una setta millenarista abbia conquistato 16 seggi al Parlamento”

“È incredibile che una forza che non si può neppure definire fondamentalista, ma millenarista, conquisti 16 seggi al Parlamento peruviano”. Non usa mezzi termini Wilfredo Ardito Vega, docente di Diritto alla Pontificia Università Cattolica del Perù (Pucp), esperto e attivista sul tema dei diritti umani, parlando al Sir, all’indomani delle elezioni parlamentari di domenica scorsa, contrassegnate da un grande frammentazione, dalla protesta contro i partiti tradizionali e dall’affermazione di due forze di estrema destra, sulle ceneri del crollo dell’astro di Keiko Fujimori.
Il Frepap (Fronte popolare agricolo del Perù) è, infatti, l’emanazione politica degli “Israeliti del nuovo patto universale”, una setta fondamentalista e millenarista che mescola elementi di ebraismo, cristianesimo, religioni Incas: “Sembrano usciti da un film su Mosè – spiega il docente -. Credono di essere il nuovo popolo eletto, il loro riferimento principale è l’Antico Testamento e compiono alla lettera i sacrifici e gli olocausti degli antichi ebrei. Gli uomini hanno tutti la barba e i capelli lunghi, le donne portano il velo. Il fatto che la gente abbia dato fiducia a queste persone ci fa capire a che livello sia arrivata in Perù la rabbia della gente, la sua critica alla politica. Dicono che in Perù non è accaduto come in Cile, non hanno bruciato chiese e banche, ma la collera della gente, in realtà, ha colpito ancora più duramente”. Le loro posizioni politiche suscitano scalpore, come per esempio la dichiarazione omofobica che “nel sangue dei gay scorre il male”.
L’altro partito di destra uscito rafforzato dal voto è l’Unione per il Perù (Upp): “Il leader, Antauro Humala, è il fratello dell’ex presidente Ollanta. Ha idee giustizialiste che hnno fatto breccia nell’indignazione della gente e soprattutto nel sud andino del Paese, dove gli stessi indigeni sono legati all’idea di punizione. Vogliono introdurre la pena di morte per i presidenti corrotti, per i responsabili di femminicidi e per i violentatori. Rispetto ad Antauro Humala, Bolsonaro è di destra”.
In tale contesto per il presidente Martín Vizcarra, rimasto praticamente senza partito, sarà forse ancora più difficile di prima governare: infatti, bisognerà fare i conti con queste nuove forze. Conclude il giurista: “Ha sbagliato i conti, ha preso meno voti di Keiko Fujimori e in Parlamento sono presenti questi partiti che non rispettano i diritti della persona. L’unica consolazione è che questo Parlamento durerà poco più di un anno e sarà quasi certamente sciolto nuovamente quando nel 2021 si voterà per le presidenziali. Ma si aprono scenari di grande inquietudine”.

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