Ragazzi fuori famiglia: Care leavers network Italia, “informazioni chiare, disponibilità, ascolto e partecipazione” parole chiave del percorso di accoglienza

“Informazioni chiare, disponibilità, ascolto e partecipazione. Queste sono le parole chiave che vorremmo ogni professionista che ci sta vicino non dimenticasse mai: tenete in considerazione il nostro punto di vista”. È quello che chiedono i ragazzi del “Care Leavers Network Italia”, nelle “Raccomandazioni” che hanno presentato oggi a Roma, in occasione della loro seconda Conferenza nazionale. “Ridurre i tempi di attesa”, è un’altra richiesta: “Sappiamo che avete troppi casi e siete sommersi dalla burocrazia ma ricordate che avete anche molta responsabilità nei nostri confronti. È vostro il potere decisionale, non lasciateci ‘in sospeso’”. Viene sollecitata, poi, “una particolare attenzione al momento del distacco dalla famiglia di origine: da qualsiasi cosa e per qualsivoglia motivo un ragazzino venga allontanato dalla propria famiglia, è sempre un avvenimento traumatico. Abbiate cura di questo passaggio e non trascurateci, non trascurate nemmeno la nostra famiglia e i nostri fratelli e sorelle. Lavorate anche con le nostre famiglie, affiancatele e aiutate anche loro. Hanno delle difficoltà, a volte la motivazione per cambiare non è sufficiente. Servono strumenti, tempo e spazio per maturare cambiamenti”. Non solo: “Il supporto psicologico è molto utile. Chiediamo questa opportunità venga garantita a tutti i ragazzi e le ragazze”. Necessarie anche “più sensibilizzazione e educazione al tema dell’accoglienza per i ‘non addetti ai lavori’. Vogliamo essere considerati come tutti gli altri, anche se stiamo affrontando un percorso ‘fuori famiglia’”. Un appello anche sulla scelta accurata delle famiglie affidatarie: “Preparatele, seguitele e monitorate l’andamento del percorso”. Anche “la comunità deve avere tutte le caratteristiche per poter essere considerata casa: è un luogo di transizione importante, deve accogliere i ragazzi e le ragazze e rispettarne l’individualità”. Importanti anche altri due aspetti, come la semplificazione della “burocrazia per ottenere i documenti e il tutor” e “rendere più facili gli spostamenti in Europa”. Un’ultima raccomandazione: “Nessuno diventa adulto a 18 anni e un giorno, non chiedetelo nemmeno a noi”.

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