Coronavirus Covid-19: Bolivia, i vescovi invitano a “prendersi cura della vita propria e degli altri”. “Sconsiderato” denigrare le regole per motivi pseudo religiosi

“Prendersi cura della propria vita e della propria salute e di quella dell’altro diventa un obbligo morale di prim’ordine”. Lo sostiene la Conferenza episcopale boliviana, che ieri ha diffuso una nota, letta del segretario aggiunto, padre José Fuentes, in vista della seconda ondata del Covid-19, che sta ormai investendo ampie zone dell’America Latina. In Bolivia è di qualche giorno fa la notizia della positività dell’arcivescovo di La Paz, mons. Percy Lorenzo Galván Flores.
“Pertanto – si legge – sono da condannare le opinioni e le azioni sconsiderate, che mettono a rischio la propria vita e quella degli altri. Questo vale ancora di più se tali opinioni si basano su presunti principi religiosi in base ai quali si denigrano i consigli di biosicurezza di esperti e tecnici sanitari, invitando a una falsa sicurezza nella Provvidenza di Dio, che non tiene conto dell’intelligenza, dono del Signore, e del buon senso”. Allo stesso modo, si prendono le distanze da coloro che “scoraggiano l’assunzione delle medicine e gli altri mezzi proposti dagli esperti, creando confusione e mettendo seriamente in pericolo la vita e la salute”.
“Questo è il momento per coltivare e crescere nella solidarietà e nella fraternità, per uscire dall’individualismo e cercare insieme il bene comune”, ricordano i vescovi boliviani, riferendosi al recente messaggio di Papa Francesco per la Giornata mondiale della pace. La nota, sempre citando recenti pronunciamenti del Papa e del Vaticano, ricorda anche la piena liceità del vaccino.

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