La polarizzazione “rende difficile la governabilità e la convivenza”, mentre cresce la violenza “come mezzo di risoluzione delle controversie, sfociando in antagonismi personali, aggressività, o, a livello internazionale, nelle guerre e nei conflitti”. Lo hanno sottolineato i 178 cardinali riuniti in Aula Paolo VI per la prima sessione del Concistoro straordinario convocato da Papa Leone XIV. “Molti luoghi del pianeta soffrono per il mancato rispetto delle minoranze, religiose ed etniche, che mette in crisi la libertà religiosa e sfocia in ostilità, o persino violenza, particolarmente contro la Chiesa”, è stato affermato, secondo quanto riferisce la Sala Stampa deflla Santa Sede; alcuni dei gruppi hanno citato anche il crescere dell’antisemitismo. Individualismo esasperato, crisi della famiglia, solitudine degli anziani e dei giovani, come causa di mali ancora peggiori, della crescita dei suicidi e dell’uso delle droghe, altri temi trattati, con un particolare accento sui giovani, anche nel contesto delle crisi economiche, finanziarie, del mercato del lavoro. Al cuore di molti degli interventi c’era la consapevolezza di “un generale senso di sfiducia, di fatalismo, di impotenza verso le istituzioni, la democrazia e il futuro, legate anche al calo delle nascite, alla crescita di gruppi criminali, della delinquenza giovanile, del narcotraffico”. Si è parlato, inoltre, della necessità di “misurarsi in maniera umana e cristiana con il fenomeno migratorio, che cambia il volto di popoli, società e comunità”, rendendo urgente il bisogno di reali politiche di integrazione, mentre sorgono nuove forme di esclusione, ed è stata citata la crisi ecologica, come la corruzione e la sofferenza della vita nelle grandi città. Di fronte a questi scenari, alla sofferenza descritta a tanti livelli, tutti i gruppi hanno evidenziato come sia necessario che “la Chiesa si mostri madre, luogo accogliente – anche ristrutturando le parrocchie – capace di riconoscere i propri errori e rendere la sofferenza un momento di crescita, di ricordare al mondo che siamo una famiglia umana”, partendo dalla consapevolezza della responsabilità affidata alla Chiesa nel momento storico attuale.