“Incontrare tutti”. È questa la chiamata del cristiano, che “oltre a essere gentile e amabile, deve essere compassionevole, amare senza interesse e cercare il bene degli altri, sapendo che in ogni fratello e sorella che soffre è lo stesso Signore a chiedere e ricevere, a essere accolto o rifiutato, amato o disprezzato”. Nella chiesa di Sant’Agustì a Barcellona, dove ha incontrato le realtà di carità e assistenza diocesane, il Papa è partito proprio dal vescovo di Ippona per ricordare che “essere cristiani è, innanzitutto, un dono, una grazia. Fondati in Cristo, che è la pietra viva, percepiamo l’azione dello Spirito Santo, con la convinzione che ogni sforzo compiuto sinceramente per cooperare con lui in favore del nostro prossimo sarà benedetto dal Padre celeste, nel quale poniamo la nostra speranza. Come membra del corpo mistico di Cristo, siamo realmente legati al destino di coloro che Dio ama e invita a condividere la sua vita”.