Estate ragazzi: mons. Morandi (Reggio Emilia), sia “tempo di grazia, di senso e di scoperta”. “L’oratorio è il luogo dove si impara a vivere con gli altri”

“L’estate che si apre davanti a noi è una straordinaria opportunità per trasformare il tempo delle vacanze, spesso percepito come ‘vuoto’, in un tempo di grazia, di senso e di scoperta”. Lo ha scritto mons. Giacomo Morandi, arcivescovo di Reggio Emilia-Guastalla, in una lettera inviata alla comunità diocesana nell’imminenza dell’avvio delle attività estive negli oratori.
“Quest’anno l’équipe del Servizio di Pastorale giovanile ha proposto il tema ‘Road to Heaven’ proponendo come guida san Carlo Acutis: un ragazzo che amava lo sport e il computer e che ha saputo trasformare la normalità in un’occasione straordinaria di santità”, ha proseguito il presule prima di indirizzare alcune parole a ciascuna delle “categorie” coinvolte. “Mi rivolgo innanzitutto ai presbiteri. Vi ringrazio per il prezioso lavoro di preparazione che sta dietro ad ogni proposta e vi incoraggio a guidare i ragazzi ad essere costruttori delle nostre comunità riscoprendo la bellezza della propria vita battesimale attraverso il servizio”. “A voi, carissimi animatori, rivolgo un saluto speciale: benvenuto a chi per la prima volta si misura in questa attività e un bentornato ai ‘veterani’ che confermano il loro spirito di attenzione al prossimo”, l’omaggio dell’arcivescovo: “Siete ‘originali’ perché prestando servizio nell’oratorio estivo mostrate di avere una visione della vita piena di speranza e vi dedicate al bene che fa contenti gli altri. Non cedete alla tentazione di ‘lasciarvi vivere’. In questo mondo individualista, la vostra originalità risiede nella fiducia, nel servizio e nello stare insieme, accompagnati dal Signore e dalla testimonianza dei santi”. “L’oratorio estivo – ha proseguito mons. Morandi – non esisterebbe se non ci fossero genitori disposti a rinnovare l’alleanza educativa con la comunità ecclesiale. Care famiglie aiutate i vostri figli ad uscire di casa, a mettersi in gioco e a staccarsi dal divano e dai social per scoprire le amicizie vere”. “Infine, un saluto agli attori principali delle settimane in oratorio: bambini e ragazzi. Grazie per la vostra carica e il vostro entusiasmo. Tra giochi e laboratori non mancate di dire il vostro “Eccomi!” quando si tratterà di consolare un amico o coinvolgere chi si sente in disparte”. “L’oratorio – ha concluso mons. Morandi – è il luogo dove si impara a vivere con gli altri, anche con sensibilità diverse, evitando sempre di alimentare conflitti e di prendere a bersaglio chi non sa e non può difendersi da solo. L’oratorio è lo ‘stile della comunità’ che si fa casa per accogliere i piccoli e i giovani”.

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