Dalla diffusione delle criptovalute alle istanze emerse dal Sinodo dei vescovi e dal Cammino sinodale: la Chiesa italiana rilancia una finanza al servizio del bene comune. Lo fa con la pubblicazione delle “Linee guida in materia di investimenti etici e sostenibili”, un testo – approvato dal Consiglio episcopale permanente il 24 marzo scorso e diffuso oggi – che rivede le indicazioni proposte nel 2020. “Insieme al Vademecum per la gestione dei fondi 8xmille, questo documento segna un ulteriore passo della Conferenza episcopale italiana nel promuovere trasparenza, responsabilità e coerenza evangelica nella gestione delle risorse, orientata al servizio del bene comune e a una visione etica e sostenibile, in attuazione concreta delle indicazioni del Cammino sinodale delle Chiese in Italia”, spiega don Claudio Francesconi, economo della Cei. “La gestione delle risorse finanziarie oggi rappresenta un ambito cruciale di esercizio della corresponsabilità ecclesiale”, il presupposto del testo: “non si tratta solo di amministrare beni, ma di avviare una vera conversione delle strutture, fondata su trasparenza, rendicontazione e competenza tecnica”. Ogni scelta economica, sottolinea il documento, deve essere finalizzata alla missione e alla carità. In quest’ottica, “la Chiesa riconosce il ruolo positivo che la finanza può svolgere nella promozione di un’economia giusta e solidale, a condizione che essa sia animata da un autentico desiderio di contribuire al bene comune”. Gli investimenti non sono mai neutri, ma possono diventare strumenti di crescita integrale, nel rispetto della dignità della persona e dell’armonia del creato. Le Linee Guida saranno presentate a Milano presso Borsa italiana (Piazza degli Affari, 6) martedì 9 giugno, dalle 11 alle 12.30: interverranno il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, e Stefano Caselli, Dean della SDA Bocconi school of management. Modera Marco Ferrando, vicedirettore di Avvenire.