Giovani: Bruno (Fond. Giovanni Paolo II) “ecologia integrale è il linguaggio che unisce i giovani”. Alla Gmg Seul 2027 un convegno sulla fraternità

(foto Dicastero Laici, Famiglia e Vita)

“I giovani non sono destinatari ma protagonisti dei processi educativi legati all’ecologia integrale. Una cosa è chiarissima: i giovani non chiedono più semplicemente corsi, ma orizzonti. Non cercano nozioni, ma relazioni. Non vogliono essere destinatari, ma protagonisti”. Lo ha sottolineato Daniele Bruno, presidente della Fondazione Giovanni Paolo II per la Gioventù, intervenendo il 16 maggio al corso di Alta Formazione in Ecologia Integrale (11 aprile-27 maggio 2026), promosso da diverse istituzioni accademiche ed ecclesiali, come le Pontificie Università Gregoriana e Lateranense, il Laudato Si’ Observatory e la Fondazione Dusmet. Nel panel dedicato al ruolo dell’educazione, svoltosi al Museo diocesano di Catania durante il Meeting Francescano del Mediterraneo, Bruno ha richiamato il percorso avviato con la Gmg di Rio 2013 e sviluppato nei successivi convegni internazionali sulla cura del Creato, evidenziando come “l’ecologia integrale sia il linguaggio che unisce i giovani, perché tocca tutto ciò che vivono, il lavoro, la fragilità, la tecnologia, la comunità, la spiritualità, il futuro”. Bruno, con lo sguardo rivolto alla Gmg coreana 2027, ha annunciato che la Fondazione organizzerà un Convegno internazionale sulla fraternità in collaborazione con numerose realtà ecclesiali e civili, tra cui i Dicasteri vaticani competenti, il Comitato organizzatore locale, la Cei, il Movimento dei Focolari, il Movimento Laudato Si e la Fondation Prince Albert II di Monaco. Il tema scelto da Papa Francesco, “Coraggio! Io ho vinto il mondo”, si lega, ha spiegato Bruno, alla fraternità, alla pace, alla verità e all’ecologia integrale: “Il coraggio cristiano non è forza ma fiducia, responsabilità e amore. E oggi, per un giovane, avere coraggio significa dire la verità a sé stessi, amare in un mondo ferito, custodire il creato, scegliere stili di vita nuovi, non arrendersi alla cultura dello scarto, credere nella pace, non lasciarsi paralizzare dalla paura del futuro. È un invito a non guardare la vita dal balcone, come dice Papa Francesco”. Per preparare l’appuntamento, la Fondazione lancerà un questionario internazionale rivolto ai giovani, concepito come strumento educativo sulle dimensioni della verità, dell’amore e della pace. “Non un sondaggio, ma uno strumento educativo che aiuta i giovani a interrogarsi prima ancora di arrivare a Seul. Le tre sezioni – coraggio della verità, coraggio dell’amore, coraggio della pace – sono le tre porte attraverso cui i giovani possono entrare nel cuore della fraternità”. Coinvolto anche il network universitario internazionale Sacru, a conferma della necessità di un’alleanza educativa globale. In questo cammino, è stato ricordato, i giovani hanno bisogno “non di risposte preconfezionate ma di vicinanza e responsabilità” da parte degli adulti, per affrontare le grandi sfide del nostro tempo, a partire dalla cura del creato e dalla costruzione della fraternità. A riguardo Bruno nei giorni scorsi si è recato a Seul per proseguire il lavoro di preparazione del convegno sulla fraternità. Nella capitale coreana sono stati definiti i primi aspetti logistici e contenutistici dell’evento in continuità con il percorso avviato nelle precedenti edizioni internazionali.

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