Don Pino Puglisi: diocesi Andria, a Canosa di Puglia la kermesse “Semi di legalità”

La parrocchia di Gesù Liberatore di Canosa di Puglia, assieme all’Oratorio Circolo Anspi “San Giovanni Bosco”, all’Ufficio di pastorale sociale, del lavoro, giustizia, pace e salvaguardia del Creato della diocesi di Andria e al Rotary Club Canosa, organizza nuovamente la kermesse “Semi di legalità” da giovedì 21 a sabato 23 maggio.
L’iniziativa, messa in cantiere per il terzo anno consecutivo, intende sensibilizzare la comunità a riflettere sul tema della legalità, partendo dalla valorizzazione delle vittime innocenti della mafia.
Quest’anno sarà dedicato alla memoria di don Pino Puglisi, sacerdote ucciso da Cosa Nostra a Palermo il 15 settembre 1993, giorno del suo 56° compleanno. Proclamato beato 20 anni più tardi, è il primo martire di mafia riconosciuto dalla Chiesa.
Diversi gli appuntamenti previsti. Giovedì 21 maggio, sarà in scena, presso l’auditorium della parrocchia di Gesù Liberatore, lo spettacolo teatrale “U’ Parrinu”, di e con Christian Di Domenico. Sarà previsto la matinée per alcune scolaresche delle scuole medie e superiori. La sera invece lo spettacolo, aperto a tutti, sarà alle ore 19,30 (è necessario acquistare il biglietto in parrocchia al prezzo simbolico di 1 euro).
Venerdì 22 maggio, sempre presso l’auditorium alle ore 19.30, si potrà ascoltare la testimonianza di Maurizio Artale, presidente del Centro Padre Nostro del quartiere Brancaccio di Palermo, inaugurato proprio da don Puglisi al fine di diffondere messaggi di speranza in un contesto tra i più difficili della Sicilia. A moderarlo sarà Antonella Filannino.
Sabato 23 maggio, la messa alle ore 18 e al termine la commemorazione della strage di Capaci avvenuta 34 anni fa, tramite un momento di riflessione presso la targa sita in via Giovanni Falcone.
Dichiara il parroco, don Michele Pace: “Il successo delle precedenti edizioni ha permesso alla parrocchia e alle associazioni coinvolte di riproporre l’evento su una più larga scala, confidando nella partecipazione e nell’attenzione popolari, perché la cultura della legalità sia sempre più promossa anche ricordando questi testimoni”.

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