“Ogni anno, l’Œuvre d’Orient sostiene centinaia di progetti vitali per le comunità, grazie a migliaia di donatori la cui instancabile generosità desidero lodare. Il vostro sostegno nella formazione di bambini e giovani, nonché di futuri religiosi e sacerdoti, il vostro inestimabile aiuto umanitario e la preservazione del patrimonio cristiano rappresentano una fonte di aiuto incommensurabile e vitale per queste popolazioni che, a causa di conflitti e guerre, si sentono scoraggiate e talvolta dimenticate”. Con questo messaggio di Papa Leone XIV, letto dal nunzio apostolico di Francia, mons. Celestino Migliore, si è aperta ieri la messa celebrata a Parigi nella cattedrale Notre-Dame per i 170 anni della fondazione dell’Oeuve d’Orient. Alla presenza di Patriarchi, vescovi, religiosi delle Chiese orientali, la Messa è stata celebrata dal card. Claudio Gugerotti, prefetto del Dicastero per le Chiese orientali, insieme all’arcivescovo di Parigi, mons. Laurent Ulrich, e al direttore dell’Oeuvre d’Orient, mons. Hugues de Woillemont. Nel messaggio – a firma del segretario di Stato vaticano Parolin – il Papa ha salutato e ringraziato quanti lavorano all’Oeuvre d’Orient, “espressione della carità della Chiesa in Francia”. “Da secoli, il vostro Paese nutre una particolare affinità per questa regione del mondo, luogo in cui le promesse di Dio si sono compiute nell’Incarnazione e nella Redenzione operate da suo Figlio, Gesù Cristo”. “Cari membri dell’Œuvre d’Orient, volontari e donatori – ha concluso il Papa –, sappiate che le vostre preghiere e le vostre azioni sono di grande valore agli occhi di Dio, così come coloro che ne beneficiano e che, senza il vostro aiuto, rischierebbero di scomparire da questa terra benedetta”.
Nell’omelia, anche il card. Gugerotti ha lodato l’opera portata avanti dall’Oeuvre d’Orient e ha detto: “Non possiamo negare quanto sia particolarmente viva l’inquietudine verso i cristiani del Medio Oriente, dell’Ucraina, ma anche per la persistente instabilità del Corno d’Africa”. Il prefetto parla di “instabilità dello scenario mondiale” e della difficoltà a comprendere “una politica che sembra essere sempre più inspirata a criteri puramente materialisti”. “Non si compra la Grazia di Dio”, ha aggiunto facendo riferimento alla lettura del Vangelo. “Non si compra la facoltà di essere efficaci nella storia. Non si compra la politica”. “In altre parole, non sono i soldi che devono ispirare la scelta dell’umanità a costo di sofferenze immense”. Nella sua omelia, il cardinale ha parlato dei cristiani del Medio Oriente: “Sono tentati dalla disperazione e a causa di questa disperazione sono tentati a lasciare la loro terra benedetta per cercare altrove una possibilità di sopravvivenza. Perché questa terra che è indissolubilmente legata alla storia di Cristo Signore è minacciata di essere privata dai cristiani. Quale legge iniqua postula la violenza contro coloro che sono i discepoli di Cristo Crocifisso, morto per amore perché solo con l’amore si costruisce il Disegno di Dio che è amore. Come possiamo rimanere indifferenti su ciò che succede là, sui ciò che subiscono i nostri fratelli e sorelle in una terra sulla quale sono presenti da temi antichissima e alla edificazione della quale hanno contribuito con una efficacia e una ingegnosità non inferiore agli altri credenti?”.
Da 170 anni, l’Œuvre d’Orient si impegna a sostenere i cristiani in Medio Oriente, nel Corno d’Africa, nell’Europa orientale e in India. In tempo di guerra e di pace, supporta l’operato di vescovi, sacerdoti e comunità religiose che servono le persone, indipendentemente dalla loro appartenenza religiosa. In termini numerici, l’Œuvre d’Orient sostiene 400 comunità religiose in 23 Paesi grazie a 70 volontari in missione con 1.250 progetti all’anno e 76.000 donatori.