(Milano) “Cos’è un monastero? È un segno, indica una strada. Un segno esposto, fragile. A sua volta contiene preziosità e fragilità. Rimanda ad altro. Orienta. Indica la possibilità di una vita bella eppure non perfetta perché vissuta da persone umane. Un monastero orienta verso qualcosa, qualcuno di reale: orienta a Dio. Un monastero è fatto di umanità, non è abitato da angeli. Una umanità che, in monastero, può correggersi, crescere in umanità e nella fede, può accogliere. Può custodire e indicare la vita spirituale. Può ricordarci che il tempo è di Dio”. Padre Stefano Zanolini, abate di Chiaravalle, millenaria abbazia alle porte di Milano, ha introdotto con queste parole la conferenza stampa tenutasi proprio a Chiaravalle per presentare il progetto del “Monastero ambrosiano”, la modalità con cui la diocesi di Milano sarà presente all’interno di Mind Milano Innovation District, il distretto sorto nell’area dell’Expo 2015 e oggi punto di riferimento per lo sviluppo delle scienze della vita e per la ricerca. “La scelta dell’abbazia come sede della conferenza stampa ha voluto segnalare – è stato spiegato – la continuità ideale tra l’esperienza dei monaci cistercensi giunti a Chiaravalle nel 1135 e le sfide della contemporaneità. I monaci non furono solo protagonisti della vita spirituale del loro tempo, ma anche innovatori capaci di trasformare il territorio attraverso opere idrauliche, sviluppo agricolo e produzioni innovative. Il ‘Monastero ambrosiano’, dal canto suo, si propone come uno spazio di spiritualità, confronto e riflessione, per mettere in dialogo fedi, culture e saperi nel XXI secolo”. Alla conferenza stampa hanno partecipato, oltre all’abate, mons. Mario Delpini, arcivescovo di Milano, il vicario per la cultura mons. Luca Bressan, l’architetto Stefano Boeri (il cui studio ha steso il progetto), Elio Franzini (presidente Mm Spa Milano), Igor De Biasio (amministratore delegato di Principia Spa, proprietaria dell’area Mind).