Diocesi: mons. Rega (San Marco A.-Scalea), “la Chiesa non si divide: cerca insieme la volontà di Dio”

“Nessuno oggi è escluso dalla tenerezza della Vergine Santa. La Parola di Dio di questo giorno ci consegna una luce particolarmente adatta a ciò che stiamo vivendo”. Lo ha detto il vescovo di San Marco Argentano-Scalea, mons. Stefano Rega, durante la messa in Vaticano celebrata dopo la benedizione della statua della Madonna della Grotta di Praia a Mare da parte di Papa Leone che ha anche salutato, durante l’udienza generale, i partecipanti. La benedizione nel contesto del settimo centenario dell’arrivo della sacra effigie della Madre di Dio, da settecento anni venerata “con fede dal popolo di Praia”. Commentando le letture del giorno il presule evidenzia che davanti a una “questione difficile, la Chiesa non si divide, non si chiude, non si irrigidisce; sceglie di salire a Gerusalemme, di mettersi in ascolto e di cercare insieme la volontà di Dio”. Per il presule la benedizione del Papa “non è un semplice onore aggiunto alla nostra devozione; è un segno eloquente di comunione ecclesiale. L’immagine della Madonna della Grotta che da sette secoli parla alla fede del nostro popolo, oggi ci richiama con forza a rimanere pienamente inseriti nella vita della Chiesa, in comunione con il Successore di Pietro e con il cammino del popolo santo di Dio. La devozione autentica a Maria – ha aggiunto mons. Rega – conduce sempre a Gesù, sempre alla Chiesa, sempre alla carità, sempre all’obbedienza della fede. Se la Madonna della Grotta è amata da questo popolo da settecento anni, è perché in quella presenza materna i fedeli hanno riconosciuto una mano sicura per entrare più profondamente nel mistero di Cristo”. “Non basta avere – ha sottolineato – una tradizione, bisogna rimanere in Cristo. Non basta custodire una memoria, bisogna lasciarsi trasformare dalla grazia. Non basta emozionarsi davanti a una statua benedetta, bisogna diventare un popolo che porta frutto”. La domanda “vera di questa celebrazione è semplice e decisiva: quali frutti il Signore attende da noi, figli della Madonna della Grotta? Attende il frutto della comunione, della carità concreta verso i poveri, verso chi soffre, verso chi è solo. Attende il frutto di famiglie riconciliate, di giovani che non hanno paura di affidarsi a Dio, di comunità che pregano, di coscienze che tornano al sacramento della riconciliazione, di uomini e donne che non si vergognano del Vangelo”, ha detto mons. Rega.

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