In 26 Paesi su 32 analizzati, più di uno studente su cinque di 10 anni d’età non è in grado di distinguere se un sito web sia affidabile o meno. È uno dei dati contenuti nel rapporto “Comunicazione umanitaria, infanzia e intelligenza artificiale”, diffuso oggi a Roma dall’Unicef, in occasione dell’evento ospitato nell’aula Toti dell’Università Luiss Guido Carli. Il documento affronta i rischi dell’IA per i minori, a partire dalla carenza di alfabetizzazione digitale: da un sondaggio condotto su 61.400 giovani attraverso la piattaforma U-Report emerge che solo il 18% dichiara di conoscere bene i sistemi di IA, mentre il 35% “quasi per nulla”. “La disinformazione, la diffusione di informazioni false e i discorsi d’odio minacciano l’integrità dell’informazione”, si legge nel report, che evidenzia anche come l’uso dell’IA possa amplificare contenuti discriminatori o manipolati. L’Unicef richiama governi, aziende e media a definire principi comuni e garantire “trasparenza, inclusività, sicurezza e responsabilità”, affinché la tecnologia diventi alleata dei diritti dei bambini e non fattore di esclusione.