Diocesi: mons. Pellegrini (Concordia-Pordenone), “essere costruttori di pace e promotori della dignità di ogni persona”

Una navata gremita, un clima di intensa e raccolta preghiera animato dai canti del coro parrocchiale e una sentita partecipazione corale: la comunità di Pordenone si è stretta attorno alla figura di Maria Bambina in occasione della solennità della Natività della Beata Vergine, copatrona della città.
L’appuntamento dell’8 settembre ha rinnovato il profondo legame tra la cittadinanza e la protezione materna della Vergine. A presiedere la liturgia è stato il vescovo della diocesi di Concordia-Pordenone, mons. Giuseppe Pellegrini, che nella sua omelia ha sottolineato come la nascita di Maria non sia un mero ricordo del passato, ma l’annuncio concreto di un Dio che entra nella nostra storia umana e quotidiana: “Dio non agisce nell’astrazione, ma si incarna nelle relazioni umane, assumendo la nostra storia ferita per trasformarla dall’interno”.
Richiamando la felice coincidenza tra la festa liturgica e la festa civile della città, il presule ha rivolto un saluto alle autorità e ha esortato i fedeli a un impegno sociale attivo e responsabile. “Celebrare Maria non significa isolarsi dalle fatiche del mondo, ma ricevere la forza per incarnare i valori propri del Vangelo all’interno delle strutture sociali, politiche e culturali del nostro territorio. Siamo chiamati a essere fermento di giustizia, costruttori di pace e promotori della dignità di ogni persona, portando la luce di Cristo là dove si edifica il bene comune della collettività”, ha evidenziato il vescovo.
Citando il magistero pontificio, mons. Pellegrini ha ricordato l’urgenza di non smarrire il primato della persona umana e della solidarietà, soprattutto a tutela dei più fragili: “I valori cristiani non sono norme astratte, ma forze vive capaci di edificare una città più fraterna, equa e solidale, promuovendo il bene comune”.
La solennità di quest’anno ha assunto inoltre un significato speciale: la celebrazione è coincisa con il 60° anniversario di fondazione della parrocchia e santuario della Beata Maria Vergine delle Grazie. Il vescovo ha espresso profonda gratitudine per il servizio pastorale e spirituale instancabile svolto dai monaci Vallombrosani, rivolgendo un caloroso ringraziamento all’Abate generale, al parroco e all’intera comunità monastica, divenuta nel tempo un’autentica oasi di riconciliazione e consolazione per generazioni di pordenonesi.
La celebrazione si è conclusa con l’affidamento della città alla Vergine, accompagnato dal canto finale del coro dedicato a Maria.

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