Un giorno e mezzo, sei diverse tappe, circa un milione di persone. “Forse saranno un po’ di più, forse un po’ di meno, ma l’ordine di grandezza è questo”. A dare una primissima previsione circa la partecipazione alla visita di Papa Leone XIV a Parigi è il generale Hervé Wattecampes, coordinatore del comitato organizzativo del viaggio del Papa nella sua prima tappa in Francia. “Quando l’arcivescovo mi ha affidato questo incarico, a metà maggio – ha detto questa mattina parlando in conferenza stampa -, la sfida era organizzare in appena quattro mesi, compreso il periodo estivo, la visita del Santo Padre a Parigi”. La sfida è accogliere tutte le persone “nel miglior modo possibile” e permettere a “tutti coloro che si sposteranno, di vedere il Papa”. Per questo sono stati scelti “i luoghi più emblematici di Parigi” e gli unici spazi all’altezza delle dimensioni previste erano gli Champs-Élysées, Place de la Concorde, l’Arco di Trionfo e, probabilmente, altri luoghi ancora, vista la crescente mobilitazione che stiamo registrando”. Secondo quanto affermato questa mattina dal coordinatore, “ad oggi si registrano ogni giorno circa 8.000 persone per partecipare alla Messa. Ci sono molti elementi da tenere sotto controllo e, per noi organizzatori, la situazione è diventata quasi vertiginosa. Entro la metà della settimana dovremo aver definito ogni dettaglio dell’organizzazione”. Rispondendo ad una domanda circa le polemiche che ha suscitato in Francia la celebrazione di una messa su suolo pubblico, in nome della “laicità” dello Stato, mons. Laurent Ulrich, arcivescovo di Parigi, ha detto: “Per quanto riguarda Place de la Concorde e gli Champs-Élysées, è chiaro che viviamo in una Repubblica laica che, come ha ricordato il Ministro dell’Interno alcuni giorni fa, non riconosce né privilegia alcuna religione. Tuttavia, essa garantisce la libertà di espressione pubblica delle religioni, in quanto manifestazione della fede e delle convinzioni di una parte dei cittadini. In questo quadro, l’espressione pubblica dell’appartenenza religiosa è pienamente legittima e noi abbiamo seguito la stessa procedura prevista per qualsiasi altro evento di questo tipo. Quando si organizza una processione o una manifestazione in uno spazio pubblico, è necessario richiedere l’autorizzazione alle autorità competenti. Lo abbiamo fatto e tale autorizzazione ci è stata concessa. Questa è la risposta che possiamo dare su questo tema”. Parigi si appresta comunque ad accogliere il Papa con un clima di festa. E’ l’arcivescovo ad assicurarlo, fin dal suo arrivo all’aeroporto di Orly dove lungo un percorso di oltre due chilometri e mezzo passando dal Boulevard du Montparnasse al Boulevard Saint-Michel, ci sarà il primo incontro del “popolo di Parigi” con Leone XIV. “Speriamo che la partecipazione sia numerosa e che molti siano presenti per dargli il benvenuto. In quel giorno e a quell’ora chiederemo che le campane, già suonate all’arrivo del Papa a Orly, risuonino nuovamente in tutta Parigi, per segnare questo momento d’incontro e invitare alla gioia il popolo parigino e quello francese”.