(Bruxelles) A poco più di un mese dall’arrivo di 80mila persone dalle coste del Marocco, la situazione a Ceuta è “insostenibile” e richiede un “intervento deciso” da parte dell’Unione europea, perché “se collassa Ceuta, collassa la Spagna e tutta Europa”. Parole forti quelle usate dal governatore di Ceuta, Juan Jesús Vivas (nella foto), in occasione della sua visita istituzionale al Parlamento europeo di Bruxelles che fa seguito al meeting d’emergenza svolto in videoconferenza lo scorso 6 agosto. “Faremo tutto il necessario per riportare Ceuta alla normalità”, ha assicurato il presidente della Commissione per le libertà civili, Javier Zarzalejos. “L’azione del Marocco alle frontiere di Ceuta sta portando al collasso i nostri servizi”, è l’allarme lanciato da Vivas, definendo quanto accaduto “una inaccettabile mancanza di rispetto anche per la Spagna e per l’Unione europea”. Il governatore dell’exclave mette in evidenza l’impatto che quella che definisce una “invasione” ha avuto sul tessuto sociale di Ceuta senza però dimenticare le tante persone che hanno perso la vita. Da qui, l’appello rivolto a Bruxelles: “Chiediamo una risposta decisa, abbiamo bisogno che l’Europa ci aiuti a tornare alla normalità il prima possibile e il rientro di tutte le persone in Marocco è l’unico modo possibile”. Infine, il governatore chiede aiuto a Bruxelles per ovviare ai disagi ancora in corso: “C’è bisogno di sostegno finanziario per le infrastrutture fisiche e tecnologiche necessarie a far fronte a questo tipo di emergenze, ma serve anche far fronte all’emergenza umanitaria perché il nostro territorio non riesce a rispondere alle necessità di così tante persone”.