Salute mentale: Telefono Amico Italia, “oltre 7.500 contatti relativi al suicidio (+8%) e nel 2026 prevista ulteriore crescita”

(Foto Telefono Amico Italia)

Sono oltre 4.200 le persone che hanno chiesto supporto a Telefono Amico Italia nei primi sei mesi del 2026 perché attraversate dal pensiero del suicidio o preoccupate per un proprio caro: il 24% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Lo ricorda l’Associazione, in occasione della Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio (10 settembre). Già nel 2025 Telefono Amico Italia aveva registrato un aumento delle richieste di aiuto rispetto al 2024, per un totale di oltre 7.500 contatti relativi al suicidio (+8%) e il 2026 vedrà probabilmente una ulteriore crescita. “I nostri dati possono sempre essere letti in due modi – afferma la presidente di Telefono Amico Italia, Cristina Rigon –: se da una parte sono un segno dell’aumento del disagio, dall’altro dimostrano che le persone sempre più trovano il coraggio di chiedere aiuto. E quando si parla di suicidio questo è un segnale molto importante. Intorno al fenomeno c’è da sempre un tabù che porta a non parlarne, a nascondere i pensieri suicidari, ma questa tendenza non fa altro che aggravare la situazione: parlarne è infatti il primo modo di prevenire. Bene, quindi, che le persone chiedano più frequentemente aiuto, significa che qualcosa sta cambiando, anche se tanto deve ancora essere fatto. Noi facciamo il possibile per esserci sempre quando qualcuno ha bisogno di noi”.
Le persone che si sono rivolte a Telefono Amico Italia per problemi legati al suicidio nei primi sei mesi del 2026 lo hanno fatto prevalentemente utilizzando il servizio telefonico (il 77%), che rimane il canale di ascolto più usato in generale. Il 13% ha invece scritto a proposito di suicidio per email e il 10% attraverso Whatsapp. La maggior parte delle richieste è arrivata da donne (55%), ma mentre per le chiamate lo scarto è minimo, con le donne che costituiscono il 51% di chi ha chiamato, diventa netto per il servizio Whatsapp (F 70%) e email (F 67,5%).

(Foto Telefono Amico Italia)

A preoccupare sono soprattutto i più giovani: la maggior parte delle richieste d’aiuto, il 53%, arriva, infatti, dagli under 35. Le fasce d’età che più hanno contattato Telefono Amico Italia con segnalazioni relative al suicidio, in tutti e tre i canali d’ascolto, sono state quelle 19-25 anni e 26-35. I 19-25enni rappresentano il 20,5% di chi ha telefonato, mentre il 19% appartiene alla fascia 26-35. Il 30% di chi ha scritto su Whatsapp ha tra i 19 e i 25 anni e il 20% tra i 26 e i 35. Infine, tra chi ha scritto al servizio email il 25% ha tra i 26 e i 35 anni e il 17,5% tra i 19 e i 25.

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