Patto interreligioso: “La via italiana del dialogo” consegnato a Mattarella. “Esprime valori che arricchiscono la nostra vita civile e rafforzano i valori democratici che la ispirano”

(Foto Ufficio Stampa per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

“Il dialogo non soltanto è possibile, ma perseguito con sincerità, nel rispetto reciproco, produce comprensione e collaborazione vicendevole. Dà vita a formule di convivenza essenziali per rimuovere e bandire ogni forma di intolleranza”. Lo ha sottolineato questo pomeriggio il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricevendo al Quirinale i rappresentanti delle comunità religiose, in occasione della sottoscrizione del Patto “La via italiana del dialogo interreligioso” sottoscritto in mattinata all’Ara Pacis di Roma.
Il Capo dello Stato ha voluto esprimere “un ringraziamento convinto per la vostra iniziativa, che porta e trasmette un messaggio di grande significato, di altissimo significato, in un tempo difficile”. “Ai giovani che sono stati non soltanto accompagnatori delle autorità religiose firmatarie, ma sono stati parte essenziale del percorso di elaborazione del Patto, rivolgo un saluto particolare”, ha proseguito Mattarella, rammentando che “questa mattina in Parlamento abbiamo ricordato gli 80 anni della prima seduta dell’Assemblea Costituente”. “Da quello sforzo fondativo dell’Italia, della nostra convivenza civile, venne il riconoscimento costituzionale della libertà religiosa come elemento basilare della libertà della persona”, ha aggiunto il Capo dello Stato richiamando gli articoli della Costituzione che riguardano fede e religioni. “L’obiettivo di garantire il pluralismo confessionale e l’uguaglianza dei culti è stato perseguito allora ed è nei valori principali della nostra convivenza, come un elemento fondante dei diritti inalienabili della persona umana e come tale adottato nella prima parte della Costituzione”, ha spiegato Mattarella, evidenziando che “la differenza fondamentale con quanto prima era normato in Italia, previsto in Italia con lo Statuto Albertino, è uno degli elementi che ha contribuito a fare dell’Italia una democrazia moderna”. “Con questo riconoscimento la Repubblica ha assunto il valore delle fedi religiose dei suoi cittadini come contributo alla coesione nazionale e alle finalità di bene comune, quelle appunto definite nel primo articolo della Carta”, ha continuato il Capo dello Stato, per il quale “questa mattina la sottoscrizione di questo documento, del Patto che cortesemente avete presentato, è un momento di estrema importanza per il nostro Paese e ve ne ringrazio molto. Vi ringrazio della consegna ma ancor di più per aver studiato, elaborato, sottoscritto questo documento. Esprimete valori che arricchiscono la nostra vita civile e rafforzano i valori democratici che la ispirano”, il tributo di Mattarella.

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“La professione di fede, accanto a una dimensione personale e intima propria di ogni essere umano, che personalmente avverto come credente e praticante nella mia religione, esprime anche il carattere plurale, collettivo, capace di produrre, generare convivenze pacifiche, tolleranza, rispetto per gli altri; una esperienza che accomuna, che costruisce ogni giorno relazioni e rapporti di pace, che sono avverse a satrapie che allestiscono invece narrazioni crudeli, moralmente distorte, nutrite di guerra e di morte”, ha ammonito il presidente, convinto che “l’uso strumentale delle fedi, più volte denunciato dai leader religiosi, è un’impostura che avvelena e uccide l’anima”. “Il tavolo di dialogo interreligioso che avete animato merita quindi grande apprezzamento da parte della Repubblica, e ve lo esprimo con convinzione. E gli obiettivi che vi proponete di perseguire sono iscritti nel segno del bene comune”. “Il nostro tempo, questo che attraversiamo e nel quale siamo chiamati a operare, sembra negare talvolta le ragioni fondanti della religiosità, alterandone il senso in chiave addirittura opposta rispetto alla sua naturale pietas brandendolo come strumento di odio e non di pace, di divisione e non di coesione, di offese e non di solidarietà, cioè tradendolo”, ha rilevato Mattarella, secondo cui “gli estremismi e i fondamentalismi sono una semplificazione mistificante di fronte alla complessità del presente, che richiede invece capacità di riflettere, di prospettiva, di ampiezza di visione e di pensiero che le confessioni religiose possono assicurare, sollecitare e determinare in tutti noi”. “Per questo – ha concluso – riconoscere l’altro, è una condizione che già alimenta la pace. Incontrarsi, dialogare, riflettere insieme, la moltiplica. Per questo vi ringrazio, per il Patto, per questo documento; grazie per l’iniziativa e grazie per questo momento di incontro”.

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