Incendio baraccopoli Schiavonea: diocesi Rossano-Cariati, la vicinanza di arcivescovo e Caritas. La Chiesa accanto agli invisibili della società

Foto Caritas Rossano-Cariati

Il “drammatico” incendio che ha devastato l’area della baraccopoli di Boscarello, nella frazione di Schiavonea del comune di Corigliano Rossano “non lascia soltanto il segno della distruzione materiale, ma richiama tutti a una profonda riflessione sul volto spesso nascosto della povertà, dell’emarginazione e della fragilità umana”. Lo afferma oggi la Caritas di Rossano-Cariati dopo che un vasto incendio si è sviluppato in una baraccopoli, dove trovano rifugio migranti, per lo più braccianti agricoli. Nel rogo quattro persone sono rimaste ferite. “Dove fino a poche ore fa sorgevano ripari di fortuna, oggi rimangono solo cenere, lamiere contorte e i resti di quel poco che alcune persone possedevano. Una ferita che interpella la coscienza dell’intera comunità”, evidenzia la Caritas. L’arcivescovo di Rossano-Cariati, mons. Maurizio Aloise, e il direttore della Caritas, don Claudio Cipolla, esprimono “profondo dolore per quanto accaduto” e, allo stesso tempo, elevano al Signore “una preghiera di ringraziamento perché la tragedia non ha avuto conseguenze ancora più drammatiche”. Questa mattina don Cipolla si è recato personalmente nel luogo del rogo. In quel campo dove più volte si è recato nel corso degli anni, talvolta da solo, altre volte accompagnato dagli operatori della Caritas, per “incontrare, ascoltare e condividere un tratto di strada con le persone che vi abitano, oggi ha camminato tra ciò che resta delle baracche distrutte dalle fiamme. Dove fino a pochi giorni fa c’erano ripari di fortuna, oggetti personali e segni di una quotidianità segnata dalla precarietà, oggi rimangono soltanto cenere e macerie”. “Ogni volta che sono venuto qui ho trovato persone che, pur nella povertà e nelle difficoltà, conservano una straordinaria umanità. Oggi vedere tutto distrutto provoca dolore, ma rafforza anche la convinzione che la vicinanza, l’ascolto e la solidarietà non possono fermarsi davanti a questa tragedia. La cenere non può cancellare la dignità delle persone né spegnere la speranza di un futuro migliore”, ha detto il sacerdote aggiungendo che la Chiesa guarda a questi “fratelli come a una presenza che interpella le coscienze. Gli ultimi, gli invisibili, non sono un problema da gestire, ma persone da accogliere, ascoltare e amare. Il Vangelo invita a riconoscere proprio in loro il volto di Cristo e a costruire comunità capaci di farsi prossime a chi vive nella fragilità e nell’abbandono”. Il pensiero va poi ai feriti e ai Vigili del Fuoco, Forze dell’Ordine e a tutti i soccorritori che sono intervenuti con “tempestività e professionalità”. Una tragedia – spiega la Caritas – che “non può essere archiviata come un semplice fatto di cronaca. Essa richiama istituzioni, comunità ecclesiali e società civile a una responsabilità condivisa verso chi vive in condizioni di estrema precarietà. Non basta intervenire nell’emergenza: occorre costruire percorsi di inclusione, dignità e promozione umana che restituiscano speranza a chi troppo spesso resta ai margini. Anche tra le ceneri di Boscarello può nascere un seme di speranza, se sapremo trasformare il dolore in fraternità, l’indifferenza in attenzione e la fragilità degli ultimi in una responsabilità che appartiene a tutti”.

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