“Concordia e unità, questo il programma della nuova Italia repubblicana, riassunto dal Presidente della ricostruzione, con un atto di fede nella virtù della democrazia. Il secondo atto di fede democratica fu l’Assemblea Costituente”. Lo ha ricordato questa mattina il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo a Montecitorio alla seduta solenne di Camera e Senato per gli 80 anni dell’apertura dei lavori dell’Assemblea Costituente.
Nel 1946, con l’istituzione della Consulta nazionale, ha proseguito il Capo dello Stato, “si riprendeva a votare: primo atto fu l’elezione a presidente di Carlo Sforza, già ministro degli esteri nel governo Giolitti, poi Ambasciatore a Parigi dimissionario all’avvento del fascismo, esule successivamente negli Stati Uniti. Si rimette in moto la vita democratica. Per la prima volta nella storia della nazione le donne partecipano appieno alla vita politica. Tredici le Consultrici e toccherà ad Angela Guidi Cingolani essere la prima a prendere la parola a Montecitorio, pochi giorni dopo l’insediamento, il 1° ottobre 1945, con un elevato discorso di pace”. “Una anticipazione – ancora non elettiva – di quello che, dopo la Costituente, sarebbe stato il Parlamento della Repubblica”, ha commentato Mattarella, rilevando che “dalla Consulta alla Costituente si celebra la piena consegna del testimone tra la vecchia classe dirigente pre-fascista ai nuovi protagonisti”. “I cinquecentotrentacinque uomini e le ventuno donne chiamate a far parte dell’Assemblea si sarebbero disposti, lavorando intensamente per 18 mesi, a ridare l’invocato volto all’Italia e il risultato sarebbe stato la Costituzione che ha assicurato nei decenni trascorsi stabilità alle istituzioni democratiche, alla collocazione internazionale dell’Italia e promosso il progresso del Paese”, ha evidenziato il presidente.