Venezuela: terremoto di magnitudo 7.5, almeno 32 morti e 700 feriti. Chiuso l’aeroporto di Maiquetía

(Foto AFP/SIR)

Una doppia scossa di terremoto ha colpito il Venezuela, segnando uno dei fenomeni più violenti registrati nel Paese negli ultimi 125 anni. Secondo il Servizio geologico degli Stati Uniti (Usgs), la terra ha tremato a causa di due scosse consecutive: un primo sisma di magnitudo 7.2 con epicentro a Montalbán, nello stato di Carabobo, nei pressi di Valencia, seguito da una seconda scossa di magnitudo 7.5 con epicentro vicino a Morón, lungo la costa caraibica a pochi chilometri da Puerto Cabello. La presidente incaricata Delcy Rodríguez ha riferito che almeno 32 persone hanno perso la vita e più di 700 sono rimaste ferite. “A quest’ora abbiamo segnalazioni di 32 deceduti senza contare ancora le cifre dello stato di La Guaira, e più di 700 feriti ricevuti in emergenza sia dagli ospedali pubblici che dai centri sanitari privati”, ha detto, precisando che si tratta di un bilancio provvisorio. Rodríguez ha dichiarato lo stato d’emergenza, annunciato la sospensione delle lezioni scolastiche e reso noto che il Venezuela riceverà aiuto da diverse nazioni, tra cui Stati Uniti, Messico, Qatar e Brasile, con brigate di soccorso e supporto. L’impatto è severo nelle aree di Caracas, La Guaira e Maiquetía, dove l’aeroporto internazionale ha subito danni strutturali ed è stato chiuso alla gran parte del traffico aereo. Nella capitale si registrano crolli parziali di edifici e profonde crepe nei quartieri di Altamira, Los Palos Grandes e San Bernardino, dove i soccorritori sono già al lavoro. Blackout elettrici e interruzioni delle telecomunicazioni interessano gli stati di Carabobo, Yaracuy, Aragua e Lara. Le autorità avvertono che le repliche potrebbero superare la magnitudo 6.0, mettendo a rischio gli edifici già compromessi.

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