Consiglio d’Europa: Assemblea parlamentare, due risoluzioni su intelligenza artificiale e stereotipi di genere nei media

L’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, riunita questa settimana a Strasburgo, sottolinea che l’intelligenza artificiale (Ia) “comporta sia grandi opportunità sia gravi rischi per i sistemi democratici”, ricordando al contempo – con un documento – che i quadri normativi e di governance democratica “non riescono a stare al passo con il ritmo dell’innovazione”. “L’Ia potrebbe rappresentare la rivoluzione più trasformativa della storia dell’umanità”, ha dichiarato l’Assemblea in una risoluzione basata su un rapporto di Deborah Bergamini (Italia), esprimendo altresì preoccupazione per il suo potenziale impatto dirompente sulla democrazia in Europa e oltre. Allo stesso tempo, l’Ia “non dovrebbe essere demonizzata”, sottolinea la risoluzione, osservando che, con una governance adeguata, può contribuire a innovare i sistemi democratici, aumentando la partecipazione pubblica, promuovendo l’accesso alle informazioni e incoraggiando la democrazia deliberativa. La risoluzione mette in risalto sia gli impatti positivi sia quelli negativi della nuova tecnologia.
L’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa ha poi espresso “preoccupazione per la diffusione degli stereotipi di genere negli spazi pubblici della comunicazione, tra cui la stampa, la radio e la televisione, come anche le piattaforme online e i social network”. “Troppo spesso banalizzati e tollerati dietro l’etichetta di libertà di espressione, gli stereotipi di genere sono un ostacolo all’uguaglianza di genere, minano l’emancipazione femminile e danneggiano i ragazzi e gli uomini mettendoli di fronte a degli stereotipi di ruoli maschili a cui sentono la pressione di doversi conformare”, hanno sottolineato i parlamentari.

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