Incidenti sul lavoro: Bozzer (Anmil), “viviamo assuefatti tanto dagli orrori di guerre lontane quanto dal ripetersi insoluto degli orrori nostrani”

“Non ce l’ha fatta l’operaio di 55 anni che giovedì scorso era precipitato dal tetto di un’azienda metalmeccanica di Imola. Il suo cuore ha cessato di battere dopo quattro giorni di lotta nel silenzio della stampa e tra la coltre di dolore dei suoi cari. È invece cessato sul colpo dell’impatto con il suolo il cuore di Moreno Mariotti, operaio di 63 anni rovinato dai sette metri di altezza del tetto della Polver Verniciature di Bellocchi a Fano (Pesaro Urbino), qualche ora prima del ritrovamento del corpo senza vita di Sergio Milani, 59 anni, imprenditore agricolo della frazione di Sparvo, sull’Appennino Bolognese. Milani giaceva incastrato in un macchinario per la lavorazione del grano all’interno della sua azienda, forse da ore. A ritrovarlo i familiari preoccupati nel non vederlo rincasare”. A ricordarlo è oggi l’Anmil.
“Il dolore lancinante provato da queste tre famiglie in soli due giorni esige risposte, esige cambiamento. Esige un provvedimento che celebri i lavoratori investendo massivamente sulla loro dignità e sicurezza, questione che nel decreto-legge n. 62 non finge neanche di essere affrontata”, commenta il presidente nazionale dell’Anmil Amedeo Bozzer.
“I tre martiri del lavoro di questi ultimi giorni non bastano ad esaurire il ritratto giornaliero di dolore e vergogna normalizzati. Sempre negli ultimi due giorni – ricorda Bozzer – una lista di infortuni plurimi, gravi e gravissimi, campeggia distrattamente negli articoli in calce alla stampa locale”. Il presidente fa riferimento a incidenti avvenuti a Sermede (Treviso), a Taranto e a Roma.
“Questa è la quotidianità nazionale. Un calendario che si riempie ogni giorno di lutti silenziosi, frasi di cordoglio ripetitive e collaudate per la sporadica dichiarazione stampa. E poi ci siamo noi: cittadini che, come ormai consolidato, viviamo assuefatti tanto dagli orrori di guerre lontane quanto dal ripetersi insoluto degli orrori nostrani”, sottolinea il presidente dell’Anmil.
“Tutto questo accadeva ieri, in un’Europa messa in ginocchio dall’emergenza caldo e in un’Italia che continua a non dotarsi di una legge organica per tutelare i lavoratori dall’emergenza delle temperature estreme”.
Tutto questo, ricorda Bozzer “avveniva nel giorno dell’udienza dedicata alle discussioni finali nell’ambito del processo per l’uccisione di Satnam Singh, davanti alla Corte d’Assise di Latina”. L’Anmil era in quell’aula nel tentativo di far sì che ogni accadimento ai danni della dignità della vita e del lavoro non resti un caso isolato ma che al contrario serva, come ben argomentato dal legale rappresentante Massimiliano Gabrielli, a “creare precedenti utili a rafforzare la cultura della sicurezza sul lavoro dimostrando che è possibile fare impresa in modo proficuo, sicuro e legittimo anche nel settore agricolo ma non solo”, combattendo insieme la battaglia di mentalità contro “il profitto ad ogni costo, perpetrato tramite lo sfruttamento del lavoro irregolare e la sistematica esclusione delle norme di sicurezza”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Territori