La Chiesa dell’Amazzonia ha lanciato un nuovo allarme sui crescenti rischi derivanti dalla crisi climatica globale. Alla luce delle proiezioni scientifiche che avvertono del possibile arrivo di un fenomeno di El Niño ad alta intensità, la presidenza della Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile (Cnbb) Regione Nord 2 ha rivolto un appello urgente alle comunità ecclesiali, alle organizzazioni sociali e alle autorità della regione amazzonica affinché si preparino e intraprendano azioni preventive. In una lettera, mons. Irineu Roman, arcivescovo di Santarém e presidente della Cnbb Regione Nord 2, ha espresso la sua profonda preoccupazione per le previsioni climatiche che indicano un riscaldamento straordinario delle acque dell’Oceano Pacifico, un fenomeno che potrebbe scatenare gravi siccità in vaste aree dell’Amazzonia.
Questo avvertimento arriva sullo sfondo delle dolorose esperienze del 2024, quando una siccità storica e gli incendi boschivi hanno causato gravi impatti ambientali, sociali e sanitari nella regione. Migliaia di famiglie hanno lottato per accedere a cibo, acqua e servizi di base, mentre numerose comunità sono rimaste isolate a causa del calo dei livelli dei fiumi.
“La Chiesa non può rimanere indifferente”, afferma Dom Irineu nel suo messaggio, ricordando che la prevenzione è un atto di responsabilità collettiva e un’espressione concreta di cura per la Casa comune. Gli effetti di un’altra siccità estrema potrebbero avere un impatto diretto sulla vita di milioni di persone. Tre le proposte che vengono rivolte alle comunità: azione preventiva, per preparare le comunità ai potenziali impatti legati all’inquinamento, alla fame e alle difficoltà di trasporto; sovranità alimentare, promuovendo pratiche agricole resilienti in grado di garantire la produzione alimentare in condizioni climatiche avverse; combattere le pratiche di deforestazione e incendi boschivi, attraverso la sensibilizzazione, l’organizzazione comunitaria e la protezione degli ecosistemi amazzonici.