Diocesi: card. Bagnasco (emerito Genova), “qualunque sia la vocazione che Dio ci ha donato o ci donerà, non dobbiamo temere”

Foto Diocesi Genova

“Ciò che costituisce l’anima della vita di ogni credente” è la “presenza del Signore che sceglie misteriosamente ciascuno di noi per una particolare vocazione e che accompagna sempre il nostro cammino”. Lo ha detto questa mattina il card. Angelo Bagnasco, arcivescovo emerito di Genova, in occasione della celebrazione per il suo 60° anniversario di sacerdozio. “Di fronte a qualunque responsabilità, grande o piccola che sia, il Signore non ci lascia mai soli. Nessuno – ha aggiunto – è solo nel cammino della vita. Qualunque sia la vocazione che Dio ci ha donato o ci donerà, non dobbiamo temere. Le difficoltà, le prove e anche le delusioni fanno parte di quel tessuto meraviglioso che è il dono di Dio e che è la vita stessa”. Dopo aver ringraziato i diversi vescovi liguri presenti per i “tanti modi con cui, nel tempo, camminiamo insieme sulla via della Chiesa e sulla via di Cristo Signore” il porporato si è rivolto ai sacerdoti evidenziando che “non c’è luogo più bello, più confortante, più rigenerante dell’Eucaristia. Lì Egli è realmente presente nel suo Corpo e nel suo Sangue, pegno di vita eterna, sacrificio perenne e dono per noi. Grazie perché ci siete. Grazie perché ogni giorno, con umiltà e generosità, rendete presente Cristo al popolo di Dio là dove la Chiesa vi ha chiamati a servire. Non dimentichiamolo mai: il dono del sacerdozio è straordinario”. “Nessuno, soprattutto i giovani, ha il diritto di pensare di non valere nulla. Non perché sia bravo, intelligente o capace, ma – ha detto ancora il card. Bagnasco – “semplicemente perché è amato da Dio”. Un pensiero di “gratitudine” del card. Bagnasco è andato ai “miei genitori, alla mia famiglia, ai miei Arcivescovi, ai formatori del seminario, ai padri spirituali e ai docenti che hanno contribuito alla mia crescita umana e sacerdotale”. Una “gratitudine” che si estende anche ai Papi che hanno “accompagnato il mio cammino. Sono profondamente riconoscente per la loro parola, la loro fiducia e la loro vicinanza. È stata una grazia grande poter servire da vicino grandi Pontefici e santi Pontefici”. “Siamo davanti a una nuova primavera. Forse – ha detto ancora il card. Bagnasco – i numeri non sempre sembrano incoraggianti, ma la Chiesa è una realtà visibile e invisibile, umana e divina. Nessuno strumento umano può misurare pienamente la vitalità del Corpo Mistico di Cristo”. Ma per “parlare di Dio – ha concluso – dobbiamo parlare con Dio. Qui si apre il grande tema della vita spirituale, della preghiera quotidiana, personale e comunitaria. Solo chi sta con Lui può parlare autenticamente di Lui”. E l’invito a “non cedere alla tentazione del silenzio quando è necessario testimoniare la verità”. A salutare il card. Bagnasco l’attuale arcivescovo di Genova, mons. Marco Tasca, che ha evidenziato come 60 anni di ordinazione presbiterale “non sono semplicemente una tappa biografica: sono una lunga fedeltà; sono una storia di grazia che attraversa persone, luoghi, incarichi, stagioni della Chiesa e della città; una storia nella quale il Signore ha continuato a chiamare e Lei, ogni volta, ha cercato di rispondere”. Mons. Tasca, nel corso della celebrazione, ha consegnato al card. Bagnasco l’Autografo Pontificio con la Benedizione Apostolica inviata da Papa Leone XIV.

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