Dipendenze in Italia: Relazione al Parlamento 2026, sul territorio una rete solida per la prevenzione e la cura

Le reti assistenziali territoriali rappresentano sempre più un presidio centrale nella risposta alle dipendenze, assicurando percorsi integrati di presa in carico, cura, riabilitazione e reinserimento sociale. È quanto attesta la Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia del 2026, presentata oggi a Roma. Nel 2025, i servizi pubblici per le dipendenze hanno avuto in carico 131.328 persone, con un incremento del 3,5% rispetto al 2024, mentre le comunità terapeutiche hanno assistito 25.644 utenti nell’ambito di percorsi residenziali e riabilitativi. Nello stesso anno, i Pronto Soccorso italiani hanno registrato 9.641 accessi per condizioni direttamente droga-correlate, in aumento del 15% rispetto all’anno precedente. Di altrettanto rilievo sono state le iniziative di informazione e sensibilizzazione sui rischi connessi al consumo di sostanze e ai comportamenti di dipendenza, realizzate grazie alla stretta collaborazione tra amministrazioni regionali, dipartimenti delle dipendenze, enti locali, organizzazioni del terzo settore e associazioni. Nel 2025, le Amministrazioni regionali e i dipartimenti delle dipendenze hanno riportato complessivamente 407 progetti di prevenzione rivolti alla popolazione generale, con un aumento dell’11% rispetto all’anno precedente. Nello stesso anno sono stati attivati 380 progetti nelle scuole secondarie di primo e secondo grado distribuiti sull’intero territorio nazionale, facendo segnare un incremento del 16% rispetto all’annualità precedente. Le iniziative hanno riguardato soprattutto azioni di prevenzione universale e ambientale, finalizzate a rafforzare conoscenze, capacità relazionali e competenze utili a prevenire l’uso di sostanze e altri comportamenti a rischio.
Accanto all’uso di sostanze illegali, la Relazione evidenzia come restino molto diffusi tra i giovani anche i consumi di alcol e tabacco: quasi 500mila studenti minorenni (31%) hanno fumato tabacco nel corso del 2025, valori in lieve diminuzione rispetto all’anno precedente, mentre il consumo episodico eccessivo di alcol continua a interessare una quota rilevante di adolescenti: circa 380mila studenti under 18, pari a un quarto della popolazione scolastica minorenne, riferisce almeno un episodio di ubriacatura nel corso dell’anno, con una maggiore diffusione tra le studentesse. Al consumo di sostanze si affiancano inoltre i comportamenti a rischio legati all’uso delle tecnologie digitali, al gaming e al gambling: circa 15mila studenti di età compresa tra gli 11 e i 13 anni (1%) presentano comportamenti riconducibili alla social media addiction, in significativo calo rispetto al 2,2% del 2022, e 111 mila studenti (7%) risultano a rischio di internet gaming disorder, rispetto all’11% del 2022. Per quanto riguarda il gioco d’azzardo, sono invece l’11% gli studenti tra gli 11 e i 13 anni che dichiarano di aver giocato almeno una volta negli ultimi 12 mesi. Le stime complessive indicano che oltre 87mila studenti di età compresa tra gli 11 e i 13 anni risultano coinvolti in comportamenti di gioco d’azzardo a rischio o problematici.

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