La Chiesa di Panama “manifesta adesione, con filiale affetto e ferma comunione, al Santo Padre, Papa Leone XIV, di fronte alle recenti dichiarazioni di un alto esponente politico contro la sua persona e il suo ministero petrino”. Lo si legge in un comunicato della Conferenza episcopale panamense, firmato dal presidente, mons. José Domingo Ulloa, arcivescovo di Panama, e dal segretario generale, mons. Luis Enrique Saldaña, vescovo di David. “Il Papa, successore di Pietro – fanno notare i vescovi panamensi -, non è un attore politico né risponde a interessi ideologici. La sua missione è essenzialmente spirituale: confermare nella fede, custodire l’unità della Chiesa ed essere voce profetica in mezzo al mondo. Quando il Santo Padre si pronuncia sulla pace, sulla dignità umana, sulla giustizia o sulla sofferenza dei popoli, non entra nel terreno della contrapposizione politica, ma esercita fedelmente la sua responsabilità evangelica”. Per questo motivo, “ogni parola di Papa Leone XIV che inviti alla pace, che metta in discussione la violenza o che richiami alla responsabilità etica delle nazioni, deve essere compresa nel suo senso autentico; non come un’intromissione politica, ma come un servizio alla coscienza dell’umanità”. La Chiesa, dunque, “non cerca lo scontro, né di competere con alcuna autorità. La sua missione è un’altra: essere segno di unità, promotrice di dialogo e costruttrice di pace”. Concludono i vescovi: “Invitiamo tutti, specialmente coloro che hanno responsabilità pubbliche, a elevare il tono del dialogo, a evitare espressioni che dividono e a riconoscere che il bene dei popoli si costruisce a partire dalla verità, dalla giustizia e dalla fraternità”.