Leone XIV: mons. Baturi (Cei), “non fa una battaglia di retroguardia, ha dato a tutti responsabilità personale e collettiva per la pace”

(Foto SIR)

“Papa Leone usa un linguaggio plurale: parla a Dio nella preghiera, chiedendo che intervenga nella sua misericordia a convertire i cuori; parla agli uomini – sabato li ha esortati: fermatevi, ascoltate i bambini; parla alle comunità, chiedendo che diventino ambiti di pace, di conciliazione, di accoglienza del diverso, capaci di ricucire le fratture. Ha dato a tutti una responsabilità che è insieme personale e collettiva”. Così mons. Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari e segretario generale della Cei, ha descritto la forza comunicativa del messaggio di Leone XIV, in un’intervista oggi a RaiNews24. Per mons. Baturi, “la pace è una parola sintetica che dice tutto il patrimonio religioso, morale, civile che abbiamo da dare agli uomini”, e Leone XIV “non fa una battaglia di retroguardia: sta guardando al futuro”. Il presule ha richiamato le parole del Papa sulla “idolatria di sé, del denaro e del potere” come “vera radice” della guerra: “Chi idolatra e assolutizza se stesso vede nell’altro un complice o un nemico, e sente il bisogno di sopprimerlo o di soggiogarlo”. Citando infine il discorso tenuto ieri dal Papa in Algeria, ha concluso con le parole del Pontefice: “Il futuro appartiene agli uomini di pace”.

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