Malattia di Chagas: Oms, nel mondo 10mila morti l’anno, le donne al centro dello sforzo di prevenzione e controllo

La malattia di Chagas, una patologia infettiva causata dal protozoo Trypanosoma cruzi, provoca 10mila morti l’anno, con otto milioni di persone che vivono con l’infezione nel mondo e oltre 100 milioni che sono a rischio. Lo ricorda l’Oms, che oggi, 14 aprile, celebra la Giornata mondiale dedicata alla lotta a questa malattia, che quest’anno mette al centro dell’attenzione il ruolo delle donne nella malattia.
Definita come una “malattia tropicale negletta”, la malattia di Chagas è strettamente legata a contesti di vulnerabilità sociale: se non diagnosticata e curata tempestivamente, può diventare letale. Sebbene sia originaria delle zone rurali di 21 Paesi dell’America Latina, dove si trasmette principalmente tramite l’insetto vettore, la malattia ha oggi una portata globale. A causa dei cambiamenti ambientali e delle migrazioni, il Chagas è presente in 44 Paesi, inclusi Stati Uniti ed Europa, spostandosi progressivamente verso i centri urbani.
“Per troppo tempo – scrive l’Oms –, le donne sono state trascurate e ingiustamente stigmatizzate come ‘fonte di infezione’ per la malattia di Chagas congenita, incolpate di trasmettere il parassita ai propri figli. La realtà è ben diversa. La stragrande maggioranza delle donne affette dalla malattia di Chagas è stata infettata nello stesso modo dei familiari e dei vicini: ad esempio, tramite la trasmissione da parte di un vettore, o consumando cibo o bevande contaminati. Non sono la fonte del problema, ma sono tra i milioni di vittime dimenticate”.
Nonostante ciò, prosegue l’Oms, le ragazze e le donne in età fertile sono state sistematicamente trascurate. Si trovano ad affrontare una mancanza di informazioni, educazione e consapevolezza, unitamente a un accesso limitato alla diagnosi e al trattamento. Questo le espone al rischio di sviluppare cardiomiopatia e di affrontare una gravidanza ad alto rischio, o di trasmettere l’infezione ai propri figli.
Al centro dell’edizione 2026 c’è quindi una visione nuova: superare la lettura riduttiva della donna come semplice veicolo di trasmissione congenita per riconoscerne il ruolo pieno nella salute pubblica. Una prospettiva che intreccia medicina, diritti e giustizia sociale, e che punta a ridefinire le politiche sanitarie in un contesto sempre più globale e interconnesso. Questo cambio di paradigma sarà al centro di “Chagas 2026: esperienza, competenze e sfide attuali – Nuove sfide in un mondo interconnesso”, il webinar internazionale in programma oggi alle 16 che nasce dalla collaborazione tra la Società italiana di Medicina tropicale e salute globale (Simet Ets), l’Associazione Percorsi intrecciati (Pintre Ets) e l’Istituto nazionale di parassitologia “Dr. Mario Fatala Chabén” (Inp/Anlis Malbrán) dell’Argentina, riunendo esperti italiani e latinoamericani in un confronto che tiene insieme ricerca scientifica, pratica clinica e dimensione sociale.

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