“In questo momento di ingiustificati attacchi verbali giunti dalla presidenza degli Stati Uniti, desidero esprimere, a nome mio e delle Chiese di Capua e Caserta, la più profonda vicinanza e fraterna solidarietà a Sua Santità Papa Leone XIV”. Così mons. Pietro Lagnese, arcivescovo di Capua e vescovo di Caserta. “Non ho paura dell’Amministrazione Trump, non ho intenzione di fare un dibattito con lui, non sono un politico”: “Sono parole che non dicono disimpegno ma consapevolezza di un compito altro e alto a lui affidato – dice mons. Lagnese, commentando le parole del Papa -. La missione del Papa è spirituale; perciò, egli non scende nell’arena del conflitto personale: il suo orizzonte è il Vangelo e il suo unico mandato è la Pace”.
Il Santo Padre “sta abitando questa crisi con una franchezza cristallina e un’eleganza spirituale che ci edificano e sono per noi motivo di riflessione”. Per il presule, “la capacità del Papa di restare saldo nel dialogo, di promuovere il multilateralismo e di non rispondere all’insulto con l’insulto, è la manifestazione più alta di una forza che viene dall’Alto. Il ruolo profetico della Chiesa è quello di essere sentinella nella notte della storia. Quando il Papa parla contro la guerra, quando denuncia l’inutilità degli armamenti e la crudeltà dei muri, non sta facendo ‘politica di parte’, ma sta esercitando la carità evangelica. Egli è il ‘costruttore di pace’ proclamato beato da Gesù nel Discorso della Montagna, colui che cerca soluzioni ai problemi non attraverso l’imposizione, ma attraverso l’incontro e la riconciliazione”.
La “nuda e limpida esposizione della verità” di cui parla il Pontefice è, prosegue mons. Lagnese, “l’unica medicina per un mondo che ha smarrito la cortesia, intesa non come etichetta, ma come riconoscimento della sacralità dell’altro. La cortesia di Leone XIV è la forma più alta di nobiltà d’animo, un’eleganza che non si acquista nei salotti del potere, ma che si riceve in dono ai piedi della Croce”.
Di qui gratitudine a Sua Santità: “Il suo rifiuto di entrare in un dibattito sterile con chi cerca solo lo scontro è un atto di libertà spirituale che ci interpella tutti. Noi, clero e fedeli delle diocesi unite di Capua e Caserta, ci stringiamo attorno a lui con la preghiera e con l’impegno quotidiano a essere, nelle nostre realtà locali, piccoli riflessi di quella stessa mitezza. Papa Leone XIV ci ricorda che la Chiesa non ha bisogno di essere ‘significativa’ secondo i criteri del marketing politico; la Chiesa esiste perché Dio la chiama a servire. E in questo servizio, fatto di fragilità offerta a Cristo, risiede una potenza che nessun tweet e nessuna minaccia economica potranno mai scalfire. Al Santo Padre giunga il nostro abbraccio corale: continui a parlare forte contro la guerra, continui a indicare la ‘via migliore’, perché la sua voce è per noi guida sicura in questo tempo di incertezza, nel segno della speranza che non delude”.