Funerali Fabio Ascione: card. Battaglia (Napoli), “il vero scandalo è abituarsi alla violenza. Serve una conversione”

“Da quando sono a Napoli, sono stati troppi i funerali di giovani, di ragazzi, di fratelli uccisi da proiettili assassini, da pistole che non avrebbero dovuto sparare, che richiamano scenari di una guerra che non ti aspetti in una terra così bella, in una città come la nostra. Troppi occhi chiusi per sempre. Troppe vite spezzate”. Lo ha detto, stamattina, il card. Mimmo Battaglia, arcivescovo di Napoli, durante i funerali, nella parrocchia Santi Pietro e Paolo a Ponticelli, di Fabio Ascione, ucciso per errore. “Napoli deve avere il coraggio di guardarsi allo specchio. Perché non possiamo più raccontarci che sono fatalità, che sono coincidenze, che sono storie lontane da noi”, ha ammonito il porporato. Dove stiamo cercando la vita? “Se continuiamo a cercarla nelle logiche della violenza, del potere, dell’indifferenza, troveremo sempre e solo morte – ha avvertito il cardinale -. E allora oggi dobbiamo avere il coraggio di una parola netta: basta. Basta con l’assuefazione. Basta con i copioni già scritti. Basta con il voltarsi dall’altra parte. Perché il vero scandalo non è solo la violenza. Il vero scandalo è abituarsi alla violenza. Serve una conversione. Una conversione vera. Serve un cambio di passo che coinvolga tutti: istituzioni, scuola, famiglie, Chiesa, associazioni”. Rivolgendosi ai giovani del quartiere ha affermato: “Ragazzi, vi prego, non lasciate che questo dolore diventi chiusura. Non lasciate che diventi rabbia che distrugge”. E a tutti gli abitanti di Ponticelli: “Questo quartiere non è solo il luogo del dolore: è il luogo di famiglie che resistono, di persone perbene, di giovani che vogliono vivere. Ma proprio per questo, proprio perché la vita qui vale, bisogna dire con forza: basta. Basta alla violenza. Basta al silenzio. Basta alla paura. Dovete essere comunità. Dovete stringervi. Dovete custodire i vostri figli”. Infine, l’invito: “Davanti a Fabio dobbiamo dire a questo quartiere e alla nostra città: risorgi, alzati! Alzati dalla rassegnazione”, “alzati e scegli la vita”, perché “è Dio che continua a dire: si può rinascere. Si può risorgere. Si può cambiare. Si può ricominciare”.

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