La Commissione interdiocesana per lo sviluppo umano integrale di Malta ha espresso in una dichiarazione pubblica forte preoccupazione per le misure previste dal Governo maltese nel bilancio 2027 a danno dei cittadini di Paesi terzi. Tra i punti contestati, l’introduzione di oneri finanziari a carico dei lavoratori extra-Ue e la limitazione del loro accesso a servizi essenziali, inclusi i trasporti pubblici gratuiti e gli asili nido. Secondo la Commissione, tali restrizioni minano i principi di solidarietà e coesione sociale, penalizzando chi già contribuisce all’economia nazionale tramite tasse e contributi. “Le persone non sono mere unità lavorative da reclutare quando serve e scartare quando è politicamente comodo”, ha dichiarato il presidente Mark Cachia. Si prevede che possa verificarsi un forte aumento delle richieste di aiuto materiale e alloggio presso le strutture ecclesiali. Pur accogliendo favorevolmente l’aumento delle pensioni e i sostegni per le famiglie vulnerabili, la Commissione sottolinea che per affrontare il sovrappopolamento e la pressione sulle infrastrutture serve una pianificazione seria, non la discriminazione di chi non ha diritto di voto. La commissione chiede quindi valutazioni preventive d’impatto sulla povertà, verifiche ex-post sui risultati reali delle politiche pubbliche e visione a lungo termine su trasporti, ambiente e casa. La Commissione propone anche la creazione di un Forum nazionale che includa istituzioni, datori di lavoro, sindacati e società civile.