“La violenza cieca è spesso il sintomo estremo di un vuoto interiore che non trova altri canali di espressione”. Lo scrive il vescovo di Como, il card. Oscar Cantoni, in una riflessione dal titolo “Costruire ponti nel vuoto interiore: il compito della comunità cristiana”, diffusa oggi dalla diocesi. Spunto è la notizia, circolata giovedì scorso in città, di un possibile raduno di ragazzi per il sabato successivo, con il timore di devastazioni nei negozi, come nelle scene di violenza viste giorni fa in centro a Milano. Il cardinale respinge con fermezza le devastazioni, ma invita ad ascoltare e a non fermarsi a “giudizi sommari”: “Non si tratta di giustificare l’ingiustificabile”. Dietro la violenza c’è spesso “un grido di aiuto”, insieme all’ansia per il futuro e all’angoscia di molti giovani, disorientati in “un mondo iperconnesso, ma privo di vere e intense relazioni umane”. “Non bastano rimedi espressi con la sola repressione, occorrono progetti educativi e adulti disposti a stare vicino, soprattutto ai tanti giovani, veri e autentici poveri”, afferma Cantoni. Se la risposta si limitasse all’ordine pubblico, “avremo forse arginato il sintomo, ma lasciato intatta la malattia”. Alle comunità cristiane il porporato chiede di allearsi con le famiglie e di “uscire dalle nostre strutture” per andare incontro a chi è più distante, a partire da oratori, Grest e associazioni sportive. Il primo passo, conclude, è “mettersi in ascolto dei nostri giovani”: le nuove generazioni “sono il presente che sa di futuro e ci stanno a cuore”.