“La libertà di movimento non può dipendere dal luogo in cui si vive o ci si sposta”. Lo afferma Vincenzo Falabella, presidente nazionale della Federazione italiana per i diritti delle persone con disabilità e famiglie (Fish), all’audizione di oggi davanti alle Commissioni riunite Ambiente e Sanità del Senato sull’Atto del Governo n. 444, relativo alla Carta europea della disabilità (direttiva 2024/2841) e al Contrassegno unificato disabili europeo (Cude). La Fish apprezza lo schema di decreto legislativo, ma chiede che il riconoscimento di un diritto si traduca nella possibilità concreta di esercitarlo. “Non possiamo parlare di piena cittadinanza – sottolinea Falabella – se una persona con disabilità è ancora costretta a dimostrare ripetutamente diritti già riconosciuti”. Sul Cude la Federazione chiede che tutti i Comuni aderiscano alla piattaforma nazionale senza ulteriori ritardi, superando le disomogeneità che ostacolano la mobilità, soprattutto nell’accesso alle zone a traffico limitato. “È inaccettabile – evidenzia il presidente – che una persona con disabilità possa attraversare un confine europeo con il proprio contrassegno ma incontrare difficoltà passando da un Comune italiano all’altro”. Tra le richieste, un cronoprogramma pubblico, sistemi interoperabili, procedure uniformi per le Ztl, tutele dalle sanzioni, un registro nazionale degli stalli riservati e la Disability Card anche in formato digitale. Il recepimento della direttiva, conclude Falabella, “non deve fermarsi all’approvazione di un testo normativo”.