Sono 10.141 i casi di ebola e quasi 5.000 i decessi registrati nella Repubblica Democratica del Congo, secondo i dati del Ministero della Salute aggiornati a lunedì 26 ottobre. A lanciare l’allarme è l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che invita a mantenere alta l’attenzione e a rafforzare le misure di contenimento. L’epidemia, causata dal virus Bundibugyo, si è estesa a 8 province, comprese aree difficilmente accessibili, segnate da conflitti, fame e sfollamenti. Si tratta della 17ª epidemia di Ebola nella storia del Paese e della più ampia finora registrata. “Sono essenziali sforzi costanti per porre fine all’epidemia”, sottolinea l’Oms, indicando tra le priorità il miglioramento dell’accesso alle zone colpite e il coinvolgimento delle comunità locali. Nonostante la gravità della situazione, si registrano segnali di progresso: oltre 2.600 persone sono guarite e sono state potenziate le capacità di diagnosi e cura. Sono inoltre in corso sperimentazioni cliniche per valutare possibili vaccini contro il ceppo Bundibugyo, per il quale al momento non sono disponibili vaccini o trattamenti specifici. Intanto, un fondo umanitario delle Nazioni Unite ha stanziato oltre 2 milioni di dollari per rafforzare la prevenzione e la risposta in Kenya, dove sono stati segnalati 9 casi, compresi 2 decessi, collegati all’epidemia congolese.