Immigrazione: presentato oggi il Festival della Migrazione, in programma dal 5 al 15 novembre. Al centro le donne migranti

Sono le donne migranti le protagoniste dell’undicesima edizione del Festival della Migrazione, in programma dal 5 al 15 novembre e presentato oggi a Modena. Il titolo, “Donne migranti. Vite in movimento tra diritti, cittadinanza, lavoro e culture”, mette al centro le storie e i diritti di chi arriva, lavora, cura e costruisce comunità in Italia. Promosso da Fondazione Migrantes della Cei, Associazione Porta Aperta di Modena, Università di Modena e Reggio Emilia e numerosi enti e associazioni, il Festival vuole portare nel dibattito pubblico studi, testimonianze e proposte, superando le contrapposizioni di parte. Cuore della manifestazione saranno Modena e Carpi, ma gli appuntamenti coinvolgeranno anche Bologna, Ferrara, Parma, Reggio Emilia, Forlì, Milano, Genova, Firenze, Lucca, Perugia e Rovigo, oltre a diversi comuni modenesi. In programma convegni, incontri per le scuole, proiezioni, spettacoli teatrali e una serata di stand-up comedy, con la collaborazione di diversi atenei italiani. L’apertura è fissata giovedì 5 novembre, alle 20.30, al Cinema Teatro Arena di Modena, con una conferenza scenica di Lucia Goracci. La chiusura sarà domenica 15 novembre a Carpi, con una lectio del cardinale Fabio Baggio. Sabato 7 novembre sono previsti un convegno della Pastorale della Salute regionale, con conclusione dell’arcivescovo Erio Castellucci, e una sessione a cura di Migrantes interdiocesana Modena-Carpi. Tra gli ospiti Marianna Aprile, Franco Gabrielli, mons. Pierpaolo Felicolo, Sonny Olumati, Nogaye Ndiaye e don Mattia Ferrari. “Il Festival è nato per offrire al Paese uno spazio serio, plurale e umano di riflessione sui fenomeni migratori”, spiega Edoardo Patriarca, presidente del coordinamento, sottolineando il valore del dialogo tra competenze, testimonianze e cultura. Mons. Pierpaolo Felicolo, direttore generale di Fondazione Migrantes, evidenzia l’importanza di un confronto basato su dati e storie, lontano dagli slogan. “Le donne migranti sono spesso le più invisibili nel racconto delle migrazioni, ma anche decisive per le nostre comunità: lavorano, curano, educano e tengono insieme famiglie e legami”, aggiunge Alberto Caldana, vicepresidente del coordinamento, spiegando la scelta del tema. Il programma su www.festivalmigrazione.it.

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