“Senza l’artigianato, ce lo dobbiamo dire con chiarezza, il Made in Italy praticamente non esisterebbe. E se la nostra Nazione continua a tagliare traguardi, come quello che il Presidente Granelli ricordava, dei 644 miliardi di euro di export e il quarto posto nella classifica globale delle Nazioni esportatrici, il merito è in gran parte del vostro lavoro. Perché la vostra forza più grande è e rimane l’eccellenza, la qualità, la cura del dettaglio, la bellezza di quello che è fatto a regola d’arte, che non si può copiare e non si può delocalizzare”. Lo ha affermato questa mattina il presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, nell’intervento pronunciato all’Assemblea di Confartigianato.
“La qualità, per rimanere tale, deve anche essere difesa. Pretende rispetto, prima ancora che tutele economiche. E il primo gesto di rispetto che uno Stato giusto e serio deve a chi lavora ogni giorno è il rispetto delle regole”, ha rilevato la premier, aggiungendo che “per troppi anni, le vostre imprese hanno dovuto subire la concorrenza sleale di chi si spacciava per artigiano senza essere artigiano. Soggetti che operavano nell’ombra, che calpestavano le regole, che evadevano il fisco e finivano per infangare la reputazione di un’intera categoria”. “Con la prima Legge annuale sulle piccole e medie imprese, approvata in questa legislatura e attesa da ben quindici anni, abbiamo su questo voluto mettere un punto fermo”, ha rivendicato Meloni, parlando di “una norma di assoluto buonsenso, e che nessuno aveva avuto il coraggio di approvare prima. Abbiamo sancito che le parole ‘artigianato’ e ‘artigianale’ possono e devono essere utilizzate solo da chi è regolarmente iscritto all’albo delle imprese artigiane, e realizza direttamente beni e servizi qualificati come tali”.