Pasqua: mons. Delbosco (Cuneo-Fossano), “c’è bisogno di risurrezione per il mondo, la nostra Chiesa e il nostro territorio, nelle case e nel profondo di noi stessi”

“C’è bisogno di risurrezione per il mondo di oggi. La paura per come possono degenerare i conflitti attualmente in corso può essere superata dalla volontà di pace e dall’impegno per un mondo nuovo, più che mai necessario ed urgente”. Lo ha scritto il vescovo di Cuneo-Fossano, mons. Pietro Delbosco, nel messaggio per la Pasqua 2024.
“C’è bisogno di risurrezione per la nostra Chiesa diocesana”, prosegue il presule: “Guardiamo al futuro con fiducia, con fantasia e con creatività. Siamo convinti che va rinnovato l’impegno di evangelizzazione rivolto a tutti. La stanchezza e la monotonia devono essere superate perché crediamo nella possibilità di novità in tutti gli ambiti della pastorale”. “Le nostre – esorta mons. Delbosco – siano vere comunità segnate dalla condivisione e dalla corresponsabilità. Siamo popolo di Dio, ricco di esperienze costruttive, dove ognuno deve farsi carico degli impegni presi a partire dal Battesimo. Molti sono i segni di speranza già presenti nelle varie realtà ecclesiali: vanno scovati e portati alla luce perché sono doni dello Spirito che sempre opera tra di noi”.
“C’è bisogno di risurrezione per il nostro territorio: noi cristiani dobbiamo essere ‘sale’ e ‘luce’ per il mondo”, continua il vescovo, secondo cui “nella vita sociale non possiamo nasconderci: il Vangelo del Signore risorto è di straordinaria attualità, fonte di freschezza per un’autentica testimonianza di vita”. E poi “c’è bisogno di risurrezione nelle nostre case. Da ‘caverne piastrellate’ diventino luogo di dialogo, di incontro, di partecipazione e condivisione. Siano esse luoghi educativi, di riconciliazione e di pace”. “A volte – osserva – basta poco. Uno sguardo di benevolenza, un sorriso, l’attenzione all’ascolto: piccole cose che spesso costano poca fatica ma possono far emergere serenità,
costruendo relazioni autentiche”. Infine, “c’è bisogno di risurrezione nel profondo di noi stessi. Il Risorto ci insegna che la vita va rispettata, donata, partecipata”.
“Quest’anno come Chiesa universale ci stiamo preparando al Giubileo del 2025. Occorre mettere tutto nelle mani di Dio. È un anno all’insegna della preghiera. Rimanendo con Lui troviamo la nostra identità, nel dialogo con l’Autore della vita andiamo incontro ai fratelli”, sottolinea mons. Delbosco, concludendo: “Proviamo a farci il regalo pasquale di prendere in mano la Lettera pastorale ‘Pregare è possibile’. Senza vergogna lasciamoci guidare e impariamo a pregare senza stancarci, come ci dice il Vangelo. Con certezza anche la nostra vita sarà trasformata perché così facendo attingiamo alla vera sorgente, a Dio che ci vuole bene, al Risorto nostra pace e nostra sicura speranza”.

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