Diocesi: mons. Caiazzo (Matera-Irsina e Tricarico), “fare un passo nuovo significa fidarsi di Dio”. Nomine e nuovi incarichi

“Fare un passo nuovo significa fidarsi di Dio”. Così mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, arcivescovo di Matera-Irsina e di Tricarico, nella lettera indirizzata al clero delle due diocesi per rendere note le nomine dei nuovi parroci e quelle ad altri incarichi diocesani che saranno attive dal 1° ottobre. “Ringrazio Dio perché ci siete! Siete una ricchezza per l’intera Chiesa e in particolare per il nostro territorio diocesano, diventato da febbraio uno dei più vasti d’Italia – esordisce il presule -. Ringrazio ognuno di voi e in particolare chi, vedendo le difficoltà, le nuove esigenze e sfide, si è reso disponibile, rimettendo il mandato precedentemente ricevuto nelle mie mani, a disposizione completa in questa nuova strada pastorale che il Signore ci ha aperto. A qualcuno di voi ho chiesto la carità di darmi tempo di riflettere ancora un anno. Da qui a breve ci saranno i primi movimenti da una diocesi all’altra.  Ringrazio chi, rinunciando al ministero di parroco, ha dato la sua completa disponibilità nel seguire il cammino sinodale e, quindi, quello di tutte le comunità parrocchiali”.
Da Caiazzo il ringraziamento anche a chi, “dopo tanti anni di servizio negli uffici di curia, ha chiesto di essere affiancato da altri confratelli presbiteri, diaconi o laici, per poi lasciare definitivamente il proprio incarico secondo le normative vigenti nella Chiesa nazionale e regionale”, e ai religiosi: “una ricchezza eccezionale! Quest’anno saranno tre le nuove comunità che inizieranno il loro ministero in mezzo a noi”.
“Ogni cambiamento non è mai facile – prosegue l’arcivescovo -. Costa fatica, sofferenza, sia al presbitero che alla comunità parrocchiale”, ma, “se colta nella volontà di Dio e nella risposta al mandato di Gesù Maestro e Signore, è un dono prezioso per la sua vita e dell’intero presbiterio, ma anche delle stesse comunità”. “Rimettersi in gioco – conclude – significa aprirsi alla novità dello Spirito” e “rende il nostro ministero sempre più ricco e fecondo”.

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