Unione europea: mons. Crociata (Comece), “non c’è futuro nell’isolamento e la guerra in Ucraina è un monito terribile”

“Non c’è futuro per nessuno nell’isolamento e nella chiusura” e “la guerra in corso in Ucraina dovrebbe rappresentare per tutti un monito terribile sulle minacce che si profilano quando ci si divide e ci si chiude”. È questo “il messaggio” che a 60 anni dalla sua scomparsa, Robert Schuman (4 settembre 1963), padre fondatore dell’Unione europea, ripeterebbe oggi. È il presidente della Commissione degli episcopati dell’Ue, mons. Mariano Crociata, a ricordarlo in un’intervista pubblicata oggi dal Sir, sulla figura del grande statista mentre a Bruxelles, nella Cappella per l’Europa padre Manuel Barrios Prieto, segretario generale della Comece, e padre Krystian Sowa, sj, direttore della Cappella, celebreranno una speciale messa in memoria e in ringraziamento per la sua opera e il suo pensiero. “L’appannarsi dell’ideale europeo, a motivo dei problemi che assillano le nostre società e che inducono, in particolare alcuni Paesi, alla disaffezione nei confronti dell’Unione Europea e dei suoi organismi centrali, va contrastato con tutte le forze”, dice il vescovo che aggiunge: “Il messaggio dovrebbe essere dunque che tornando indietro rispetto al cammino fatto si finirà con il perdere i progressi compiuti e con il vedere aumentata la conflittualità e anche la crisi economica”. Guardando all’appuntamento elettorale del 2024 quando i cittadini europei saranno chiamati alle urne per il rinnovo del Parlamento europeo, mons. Crociata afferma: “Le elezioni vanno incoraggiate e auspicate come un’occasione irripetibile per confermare il cammino europeo e rafforzare la partecipazione dei cittadini nella conduzione delle istituzioni dell’Unione europea”.

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