Ucraina: al via oggi il Referendum a Kherson. Don Roman Krat (Odessa), “un pretesto per reclutare gli uomini”. “La città è isolata e rischia la fame”

“Le autorità ucraine stanno consigliando agli uomini rimasti in questo territorio di non presentarsi al referendum e di nascondersi perché possono essere reclutati nelle forze russe. I referendum potrebbero cioè diventare un pretesto per prendere gli uomini”. Don Roman Krat, parroco della cattedrale cattolica latina di Odessa nonché delegato del vescovo locale per i rapporti con la stampa, mette subito in guardia. Anche a Kherson che fa parte della diocesi di Odessa, le urne per decidere l’adesione alla Russia si apriranno oggi e resteranno aperte fino al 27 settembre. “Nessuno è incoraggiato a partecipare al voto”,  dice don Krat. “Il risultato del voto sarà comunque manipolato quindi l’astensione è il modo migliore che abbiamo per reagire a questo circo ma loro invece hanno bisogno di far vedere che tante persone hanno partecipato”. La situazione umanitaria a Kherson è critica. “Tante persone sono rimaste”, racconta il sacerdote che è originario proprio di quella città. “Sono rimesti quelli che credevano che si può sopravvivere e che non volevano lasciare la casa e il lavoro. Anche i nostri due sacerdoti sono rimasti lì. Ma la situazione è molto difficile. Tutti i ponti di collegamento sul fiume Dnepr sono stati distrutti. Da una parte ci sono gli ucraini e dall’altra ci sono i russi, ma da nessuna parte si riesce ad entrare. Passano le munizioni ma alla città, ai civili, non arriva più niente, già da due settimane. Le persone stanno al momento utilizzando le provviste lasciate per l’emergenza. Sono risorse strategiche nascoste e accumulate prima. Ma non arriva più nulla di nuovo. I prezzi sono quindi aumentati di 4/5 volte. E se la situazione perdura così per più di un mese, significa saremo di fronte alla fame”. Ritornando al voto, il sacerdote commenta: “Il referendum è un circo che non decide niente. Serve solo a Putin per estendere il conflitto in ogni modo. Perché se la situazione della guerra rimane come è adesso, è chiaro che la Russia sta perdendo. E lui ne è consapevole. Il referendum è una scusa per proclamare questi territori russi e consentire a Putin di annunciare la guerra e utilizzare tutti i mezzi possibili contro l’Ucraina. Quello che non ha potuto fare fino adesso. Ma attenzione, questo consentirebbe anche all’Ucraina di proclamare guerra alla Russia. La preoccupazione quindi è che la guerra si aggravi, che gli attacchi possano avvenire anche dal cielo, che il conflitto si allarghi”. Perché Kherson? “Perché con Zaporizhzhia – risponde Krat – è un territorio strategico per collegare Donetsk alla Crimea. Quando Putin pensa, non pensa mai agli uomini ma al territorio in modo strategico”.

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