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Croazia: censimento, dissenso sui numeri dei cattolici. Ancic (portavoce Conferenza episcopale), “servono precisazioni sui dati”

Il numero dei cattolici in Croazia registrato durante il censimento del 2021 e pubblicato ieri ha suscitato reazione da parte della Conferenza episcopale della Chiesa cattolica nel Paese espressa tramite il portavoce Zvonimir Ancic. Secondo il censimento, i cattolici rappresentano il 78,97% della popolazione, cioè il 7% in meno rispetto al censimento del 2011. “Per quanto riguarda il calo del numero dei cattolici – afferma Anicic – al momento non sappiamo ancora quale sia la percentuale perché sono stati pubblicati alcuni dati che suscitano dubbi, voglio dire che questi dati vanno presi sul serio e trattati con responsabilità”. Il portavoce ha ricordato che “mentre il 78,97% dei croati si è dichiarato cattolico, altri 4,83% hanno detto di essere cristiani mentre l’87% di questi ultimi ha ugualmente affermato di appartenere alla Chiesa cattolica”. “In questo modo – ha aggiunto – il numero totale dei cattolici diventa superiore dell’83%. “Comunque si tratta” di leggere tali dati all’interno “di cambiamenti significativi avvenuti negli ultimi 10 anni”. “Innanzitutto – ha affermato – il numero degli abitanti è diminuito di quasi il 10%”. A suo avviso, “è un fatto molto grave che la quota della popolazione di età compresa tra 0 e 14 anni sia di poco superiore al 14% e la quota di popolazione di età compresa tra 65 e più anni sia di circa il 22,5%”.

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